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I messaggi del Moncalvo

Presentazione libraria alla Casa di Riposo di Casale

Presso la sala Giumelli  nello storico edificio vittoriano della Casa di Riposo di Casale si è tenuto sabato un di incontro culturale aperto alla città, in occasione della presentazione del  volume “I messaggi del Moncalvo. Come guardare, interpretare, capire l’arte di Guglielmo Caccia nel Chierese del ‘600” scritto dal prof. Guido Vanetti ed edito da Gaidano e Matta.

Nel suo  saluto il Presidente dott. Mario Botta ha sottolineato come l’evento si inserisce nelle linee guida ispiratrici della neo nata Azienda Ospitalità CDR che all’insegna di “Umanesimo e Umanità” abbinerà al continuo perfezionamento del servizio assistenziale una offerta di incontri culturali  e di crescita relazionale aperti al territorio. Una versione riveduta e attualizzata dello spirito e dell’impegno con cui casalesi insigni nel 1721 fondarono la Congregazione di Carità.

Alla presenza istituzionale del sindaco Titti Palazzetti e dell’assessore Ornella Caprioglio, il prof. Guido Vanetti, Torinese di formazione ma Monferrino di nascita (Castellino di Moncalvo), ha introdotto la figura de “Il Moncalvo tra Rinascimento e Barocco”, fornendo al qualificato pubblico presente precisi parametri interpretativi delle opere cacciane ed elementi di lettura iconologia e iconografica quali l’eredità umanista della generazione precedente a Moncalvo, il ruolo catechetico delle immagini promosso dal Concilio di Trento, l’uso della bellezza quale messaggera di messaggi spirituali, le istanze del barocco. Il relatore, grazie agli strumenti informatici, ha illustrato una lettura geometrica delle opere pittoriche, dimostrando come Moncalvo ripartisse lo spazio nella tela in una rigorosi spazi rapportati tra loro (rettangoli, triangoli, ellissi) in cui inserire le figure, influenzare il punto focale del fedele, trasportando il “punto di Schelling” a suo volere, per comunicare quasi in modo subliminale i concetti religiosi e catechetici. Il triangolo isoscele a punta in giù diventa così foriero del Divino che si appressa all’umano (nella punta in basso il Bimbo nella Natività) e in quello a punta in su l’umano che eleva al Divino (l’incrocio di sguardi dei santi ai lati della Vergine in una Sacra Conversazione) Tra gli esempi scelti l’iconografia della Madonna del Rosario (come esempi Villanova d’Asti, Chieri ma anche Giarole, Pontestura) in cui in un rettangolo di inseriscono 36 rettangoli, 2 triangoli, e due direttive perpendicolari, in cui scoprire un singolare “Quarto Potere” dell’artista, e dimostrare agli studenti presenti (una classe IV del Liceo Linguistico, accompagnata dalla prof.ssa Barbesino) che il culto dell’immagine è ancora una volta invenzione antica e non pretesa del presente. Alla fine della relazione il prof. Vanetti, nella sala del Consiglio ha presentato il quadro di Sant’Antonio, opera di Orsola Maddalena Caccia, conservato nella sala del Consiglio CDR e proveniente dalla chiesa della Cittadella, sottolineando come sia una bella opera di Orsola (“da restaurare al più presto per riscoprirne maggior bellezza”) e come la pittrice non attui la complessa costruzione geometrica del padre “pur essendo in taluni particolari più brava”. Il tutto tra lo stupore delle studenti presenti, invitate ad approcciarsi a distanza ravvicinata all’opera (“non toccate ma venite vicine al quadro” “vivetelo”), come raramente succede in esposizioni più tradizionali.