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Interpretare la Collina UNESCO

Camagna: un corso su paesaggio, comunità e turismo delle radici

 

 

  Come sta cambiando il Monferrato e come raccontare queste trasformazioni senza ridurre il territorio a una semplice cartolina turistica? È la domanda al centro del corso “Interpretare la Collina UNESCO. Comunità, paesaggio e turismo delle radici tra cambiamento climatico e nuove narrazioni territoriali”, in programma sabato 10 ottobre, dalle 9 alle 13, presso il Salone della Pro Loco di Camagna Monferrato, con accesso da piazza S. Eusebio oppure dalla scalinata di piazza Lenti.

L'iniziativa, che assegna 2 crediti formativi ai giornalisti, è aperta non soltanto ai professionisti dell'informazione e della comunicazione, ma anche a sindaci, amministratori locali, operatori turistici e quanti si occupano di promozione e sviluppo del territorio. Per i giornalisti i posti disponibili sono 50 e la partecipazione è in presenza; il corso non è di natura deontologica.

Il punto di partenza è il paesaggio vitivinicolo di Langhe-Roero e Monferrato, riconosciuto dall'UNESCO come Patrimonio mondiale dal 2014. Un riconoscimento che considera il paesaggio non soltanto per il suo valore estetico, ma come testimonianza del secolare rapporto tra comunità, agricoltura, cultura e ambiente.

Proprio da questa prospettiva il corso propone di interrogarsi sul futuro delle colline alessandrine. Cambiamento climatico, trasformazioni demografiche, mobilità, memoria collettiva, nuove forme di turismo e rapporto tra comunità e territorio stanno modificando il modo stesso in cui questi luoghi vengono vissuti e raccontati.

Particolare attenzione sarà dedicata al turismo delle radici, una modalità di viaggio che mette al centro la ricerca delle proprie origini familiari e culturali. Il ritorno degli italiani residenti all'estero e degli italo-discendenti può diventare così un'occasione per collegare patrimonio, accoglienza, enogastronomia, cultura e servizi locali, trasformando la memoria delle comunità in una possibile risorsa di sviluppo.

Il corso affronterà inoltre le conseguenze del cambiamento climatico sull'agricoltura e sul paesaggio e il ruolo delle comunità locali nella costruzione di nuove forme di attrattività e coesione sociale. L'obiettivo è fornire strumenti per superare sia gli stereotipi della promozione turistica sia una rappresentazione del mondo rurale legata esclusivamente alla nostalgia del passato.

A confrontarsi su questi temi saranno Luca Ciurleo, giornalista e antropologo; Caterina Angela Agus, antropologa;Samuel Piana, giornalista ed economista della cooperativa Radici Piemontesi – Turismo delle radici; Vanessa Romei,travel designer specializzata nel turismo delle radici; Marco Bussone, giornalista e presidente nazionale Uncem; Barbara Albis, esperta di agricoltura e del progetto TASTE; e don Fabrizio Casazza, giornalista e docente, che affronterà i temi della cura del creato e dell'ecologia integrale.

Una mattinata pensata quindi come occasione di formazione e confronto, ma anche come momento di riflessione condivisa sul futuro delle colline: come tutelare il paesaggio, rafforzare le comunità e costruire nuove narrazioni capaci di raccontare un territorio che cambia senza perdere la propria identità.

 

 

Luca Beccaria