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Viaggio d'autore
Vignale, la grandiosa San Bartolomeo
Questa, dedicata a Vignale, la parte iniziale e finale del prossimo Viaggio d'autore (sul cartaceo di martedì)
Un vento temporalesco ci sospinge all’entrata della parrocchiale di Vignale, per fortuna è stata appena aperta da Marisa Olivero su mandato del parroco don Andrea Tancini che ci raggiungerà poco dopo e che sarà in collegamento telefonico con Maria Rosa Dell’Angelo per gli approfondimenti storici.
L’attuale chiesa parrocchiale di Vignale fu edificata nella parte alta dell’abitato all’ombra della cappella funeraria dei conti Callori, in sostituzione di quella più antica già dedicata a S. Bartolomeo, saccheggiata durante gli assedi del Seicento e demolita nei primi anni del secolo successivo. Il disegno della nuova chiesa fu realizzato nel 1766 dall’ing. Ferdinando Venanzio Bianchi di Casale su appunti del conte Francesco Ottavio Magnocavalli, proprietario nel comune della cascina Vallara, ...
Entriamo, prima impressione (anche per l’altezza, 26 metri) di grandiosità (“Una chiesa degna di un vescovo…”, dice scherzando don Tancini).
Questo ampio interno a navata unica è stato affrescato nell’ultimo decennio dell’Ottocento da Luigi Morgari (bisognerebbe illuminare la volta per apprezzarne in pieno la bravura); nella storia il restauro nel 2004 da Luca Pagella, dopo il consolidamento della struttura della chiesa reso necessario dai gravi danni provocati dal terremoto dell’agosto 2000.
Nel presbiterio brillano abbelliti da fiori il grande altare maggiore in stucco marmorizzato e la balaustrata in marmi policromi.
Sullo sfondo “Il martirio di San Bartolomeo”, grande ovale del Morgari, sotto un dono dei Callori: “Sant’Agostino”, secondo Idro Grignolio di scuola moncalvesca.
Il cinquecentesco Crocifisso ligneo e il coro intarsiato provengono dalla chiesa dell’Addolorata, o dei Serviti, la più antica al centro del paese.
Pregevoli sempre del Morgari due affreschi ai lati del coro absidale. “Il battesimo del re di Armenia ad opera di San Bartolomeo” e “San
Bartolomeo che intercede presso la madonna per la protezione di Vignale” e il paese figura sulla destra tra i vigneti (finiti, aggiungiamo, abbastanza recentemente in un francobollo italiano).
In un altare laterale il pittore cagliaritano Giovanni Antonio Caboni ha dipinto nel 1843 la tela della «Madonna del Carmine col Bambino e Santi», donata dal viceré di Sardegna Giuseppe Maria Montiglio. In un altro altare “Il martirio di San Maurizio”, leggiamo la firma: Luigi Pavese di Vignale, 1864.
La «Via Crucis» è formata da calchi in gesso di opere bronzee, venne realizzata dallo scultore torinese Manzo del quale si aggiungono anche quattro Evangelisti (ci piace San Marco) donati dal gen. Piero Fracchia.
Il grande organo (1600 canne) è datato 1846, installato dalla ditta Lingiardi.
Al solito a caccia di lapidi ne citiamo due: una riguarda i quarant’anni di sacerdozio del vicario foraneo don Augusto Cavallero, l’altra, posta il 24 agosto 1965, la celebrazione del primo pontificale del cardinale Federico Callori usando il calice usato per la sua prima messa il 16 dicembre 1917, calice che -gradita sorpresa- don Tancini ci mostra (è riposto in una grande cassaforte arrivata in chiesa, dono di una banca a don Acuto) insieme al reliquiario di San Bartolomeo, un braccio con la mano armata per scuoiare.
Veramente una chiesa vescovile (ma è stata pure cardinalizia…).
Don Tancini è nato a Casale il 15 ottobre 1975. E’canonico effettivo della Cattedrale di Casale. Parroco a Vignale, Casorzo e Olivola. Cerimoniere vescovile.
Luigi Angelino - Dionigi Roggero
Ultimo pubblicato Quarti di Pontestura; in preparazione Rive e Brusasco.
Foto: abside, coro






