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Camagna, presentazione libraria
Mercoledì 22 il libro di Vacchino e Ammirati sull'Ariston di Sanremo. Le origini monferrine
Mercoledì 22 maggio alle 21.30 a Camagna Monferrato, è in programma la presentazione del libro “Ariston. La scatola magica di Sanremo” (Salani editore) con gli autori Walter Vacchino e Luca Ammirati.
L’evento, curato da Luigi Angelino e Enrico Deregibus , moderatori della serata, avrà luogo nel salone d'onore del ristorante La Rocca di Camagna (sito in via Matteotti 27).
L’organizzazione è a cura del Comune di Camagna Monferrato in collaborazione con il Festival “Sut la Cupola”.
Walter Vacchino è il proprietario con la sorella Carla del Teatro Ariston di Sanremo, che dagli anni '70 ospita il Festival di Sanremo, il Premio Tenco e molte altre iniziative (pure i mondiali di boxe).
La famiglia Vacchino è originaria proprio di Camagna, da parte di nonna, Emilia Accatino, nata alle quattro del 3 maggio 1878 proprio nel paese monferrino (figlia di Accatino Giovanni e Accatino Margherita), dove aveva sposato Carlo Vacchino (piacentino ma residente a Genova) nel 1896 esattamente il 22 giugno. Gli Accatino arrivavano dalla cascina Montalone su una altura a Nord Est del concentrico, vicino alla chiesetta di San Rocco (crollata nel 1980)
Poi trasferimento in Liguria prima a Genova poi a Sanremo dove fanno nascere un primo cinema" Il Sanremese"
Carlo muore di febbre Spagnola appena tornato dalla Grande Guerra, ha un figlio, Aristide nato nel 1907, è lui il fondatore del mitico Teatro Ariston e padre di Walter e della sorella Carla.
Il libro presentato a Camagna (premiere in Monferrato) parla proprio del teatro Ariston, un luogo dove per sei decenni si sono esibiti i più grandi artisti, da Domenico Modugno ai Måneskin, da Dario Fo a Rudolf Nureyev, e dove ogni anno dal 1977 si celebra il Festival di Sanremo. Ma cosa c’è, all’origine di ogni grande impresa, se non il sogno, la visione di una persona controcorrente? Negli anni Cinquanta, Sanremo è una delle tante città che faticano a risollevarsi dalle macerie della guerra. Aristide Vacchino, che ha il cinema nel sangue, progetta una struttura senza precedenti – un multisala capace di ospitare ogni genere di spettacolo – per restituire gioia e divertimento ai suoi concittadini. Impiega dieci anni a completarne la costruzione, tra rallentamenti burocratici e ostilità della concorrenza, ma nel 1963 riesce finalmente a inaugurare il suo gioiello. È l’inizio della ‘scatola magica’, uno spazio di creatività che, stagione dopo stagione, continua a regalare emozioni e un senso di umana meraviglia.
Walter Vacchino, che aveva sei anni quando suo padre ha posato il primo mattone dell’Ariston, oggi lo gestisce insieme alla sorella Carla, e racconta tutte le tappe di un’epopea familiare divenuta mito nazionale. Una storia vissuta dietro le quinte, a contatto con la parte più vera dello spettacolo e degli artisti.
(foto ellea)






