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Florilegio Musicale a Monte Valenza.

Ospite il compositore casalese Federico Gozzelino 

 
 
 
Sabato 17 ottobre 2026 nella chiesa di S. Eusebio di Monte Valenza è stato eseguito un raffinato concerto di musica classica organizzato dall'AMI, Associazione Mozart Italia di Finale Ligure, in memoria di Ines Battello Caligaris a due anni dalla scomparsa, fortemente legata alla comunità e ricordata dai figli Laura e Pier Luigi.
In apertura è stato eseguito "Dolce sentire" dal "Cantico delle Creature" di San Francesco, un arrangiamento di Riz Ortolani. Dell'epoca romantica musicale poi due notturni postumi di Chopin, il poeta del pianoforte, brani molto affini al "Bel Canto" di Vincenzo Bellini e utilizzati per il film "Il pianista" del 2002, capolavoro cinematografico di Roman Polański.
Dopo due brani di Debussy, il principale esponente dell'impressionismo musicale e ponte verso la modernità del '900, i musicisti hanno reso omaggio a Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d'orchestra scomparso nel 2020 con due brani tratti dall'album "La 12° stanza". Il "valzer dell'organetto" di Shostakovich ha introdotto il "cantabile" di Elgar, seguito dalla "Siciliana" di Faurè, autore del paradisiaco "Requiem" opera 48. Dopo la "Ninna Nanna" di Gualdi, il jazzman definito il Benny Goodman italiano, è stata proposta "Pagina d'album" di Mangani, compositore con la predilezione al clarinetto. Prima dell'inno alla musica di Schubert che ha chiuso il concerto di Monte Valenza, un omaggio a Federico Gozzelino, noto compositore,classe 1935. I due brani "Nubi di Cielo" e "Creatura d'arte" tratti dalla raccolta "Metafore Sonore" hanno offerto al numeroso pubblico un ulteriore e significativo avvicinamento alla musica contemporanea del maestro casalese, psicologo e compositore dalla vasta produzione discografica che è riuscito a tradurre in lirica l'emozione dei versi poetici di Prévert e Alda Merini.
Il trio dell'AMI di Finale Ligure era composto dalla torinese Luigina Ganau al pianoforte, Gianni Robotti di Alessandria al clarinetto e da Elena Vergnasco, secondo clarinetto e voce recitante, alla guida della storica Filarmonica di Occimiano.
Al termine della serata, il maestro Gozzelino presente al concerto accompagnato dalla figlia Nadia, ha offerto al numeroso pubblico pittoreschi spunti intellettuali sul pensiero musicale e sull'esecuzione dei musicisti "La musica è misteriosa matematica che avvicina al divino" e "Se vuoi essere felice due giorni ubriacati, se vuoi essere felice un anno sposati, se vuoi essere felice per tutta la vita impara a suonare uno strumento". Dal 2000 al 2009, anno della scomparsa di Alda Merini, si instaurò una sincera amicizia e un'intensa collaborazione tra la poetessa e Federico Gozzelino, psicologo e musicista che già aveva musicato con successo il "Metro de la vie" di Jacques Prévert, il "Druende" di García Lorca oltre ad aver reso omaggio a Cesare Pavese con "Discrepanze". Il desiderio di interpretare in note musicali i versi della Merini, in lui ancora più intenso essendo ella ancora in vita, si scontrava con il timore di un rifiuto, vista la proverbiale diffidenza verso gli sconosciuti, da parte di Alda, traumatizzata da dolorosi ricordi. Però l'esperienza di psicologo, studioso dei comportamenti umani, unita alla sensibilità emotiva di musicista, giocò un ruolo importante nel conquistarla dando luogo, fin dal primo incontro, ad una unione di anime, liberatoria per lei, costruttiva e gratificante per lui. Nacque in tal modo una stretta simbiosi tra musica e poesia portando alla creazione di "Embrietude" attraverso le Cantate, che riportano in vita la nobile tradizione di Bach, con, tra le altre, "Io sono folle folle", "Viene il mattino azzurro", "Io ho sofferto il dolore", tutte intese come stati d'animo tra sofferenza, paura, coraggio, allucinazioni, eros e thanatos, sonorizzate con potenza espressiva nel dare voce alle parole. Si tratta di uno splendido esempio di quanto due diverse discipline artistiche quali musica e poesia possano arrivare a straordinari risultati come avvenne, grazie all'unione tra musica e pittura, nella Suite "I quadri di una esposizione" di Modest Musorgskij, ispiratosi ai dipinti di Viktor Hartmann; senza dimenticare la propensione alla musicalità di Vasilij Kandinskij, divenuta programma d'arte del suo astrattismo lirico. 
 
Armano Luigi Gozzano 
Giuliana Romano Bussola