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Da Casale a una grande mostra
“Menorà: culto, storia e mito”, a Roma
C’è molto dell’ebraismo casalese alla mostra “Menorà: culto, storia e mito”, rassegna che dal 15 maggio al 23 luglio sarà visitabile presso il Braccio di Carlo Magno dei Musei Vaticani e il Museo ebraico di Roma. La Menorà è la lampada a sette braccia simbolo dell’identità ebraica. Sotto il “cappello” della Fondazione arte e storia e cultura ebraica a Casale e nel Piemonte orientale, presieduta dal notaio Roberto Gabe, ben otto sono le preziosità partite per Roma e tra queste un Sefer Torah (Rotolo della legge) del 1453 scritto nella penisola iberica e poi portato in Monferrato e un Shiviti con Menorà, quadro datato Amsterdam 1738 e collocato poi nel matroneo della Sinagoga di Casale dove era giunto in seguito a uno scambio con gli ebrei sefarditi olandesi; il prezioso reperto era scampato al saccheggio del 1944.
Altra curiosità: Shadday (“Onnipotente”, è uno dei nomi attribuiti a Dio nella Bibbia ebraica e viene anche usato per denominare oggetti a forma di pendente) in argento lavorato a sbalzo, presenta un punzone con il fascio littorio, simbolo del fascismo, ha un’apertura al centro che custodisce una piccola pergamena manoscritta con formule di auguri e buoni auspici. L’oggetto appartiene a una collezione privata
“Abbiamo lavorato sei mesi per questa mostra - ci dice Claudia De Benedetti, storica dell’ebraismo e illustre esponente della comunità casalese (sarà presente a Roma, all’inaugurazione)- ottenendo grande soddisfazione per l’apprezzamento dei pezzi messi a disposizione. Sappiamo già che alla sua chiusura la rassegna sarà esposta e New York e c’è molto interesse a Gerusalemme. In ogni caso è stato gettato un ponte religioso-culturale con il Vaticano”.






