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Alla scoperta degli aleramici di Sicilia
Tre relatori presentano un interessante progetto che lega il Monferrato a settanta località in varie parti dell’isola
Venerdì pomeriggio nella sala di lettura di palazzo Treville (Accademia Filarmonica) si è tenuto un incontro sugli “Aleramici in Sicilia”; interventi di Roberto Maestri (presidente Marchesi del Monferrato), Dionigi Roggero (FAI, delegazione di Casale) e Luigi Angelino (giornalista, moderatore).
Da registrare il saluto del vice presidente della Provincia di Alessandria Federico Riboldi che ha ricordato tra gli ultimi legami con l’isola quelli nati con la comunità di Roccapalumba e fornito la sua disponibilità per portare avanti un discorso di “gemellaggio”, non solo storico, m pure legato ai prodotti tipici (pensiamo al vino) anche all’insegna dei siti Unesco.
In apertura Angelino ha ricordato il “Viaggio d’autore”, sul n. 77 delMonferrato del 1999 partendo dal libro di Pasquale Hamel su “Adelaide del Vasto regina di Gerusalemme”, aleramica che nel 1074 sposa Ruggero I di Sicilia e muore a Patti il 16 aprile 1118. Hamel, ricontattato (ora è direttore del Museo palermitano del Risorgimento ) ha cortesemente fornito alcune anticipazioni sulla continuazione degli studi: in sintesi Adelaide o Adelasia come la chiamano in Sicilia è morta a Patti perché si era recata in questa località del messinese per lavarsi a una fonte ritenuta miracolosa, la Lourdes della Sicilia, un toccasana soprattutto per la cura della lebbra e Adelaide aveva contratto la lebbra dal secondo marito Baldovino I di Fiandra, re di Gerusalemme.
Poi Maestri attraverso una srie di immagini, ha messo in evidenza le più di settanta località che conservano tracce di presenza aleramica nell’isola attestata da quello che è ritenuto il documento cartaceo più antico d’Europa: il “Mandato di Adelasia”, scritto nel 1109 in greco e in arabo.
Ora il progetto, che ha suscitato molto interessamento a tutti i livelli, prosegue con un convegno calendarizzato il 5 ottobre a Palermo che potrebbe anche essere un’occasione (è stata interessata la Stat) per un tour di alcuni giorni in Sicilia proprio alla scoperta di alcune delle località aleramiche dove per altro si parla ancora la lingua gallo-italica.
In conclusione Dionigi Roggero ha proiettato le splendide immagini del Giardino della Kolymbetra, nella Valle dei Templi di Agrigento, anchìessa località con ascendenze aleramiche, recuperato dal FAI nel 1999 e aperto alle visite.






