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Francescani in Monferrato (12) - Ricerca di Aldo Timossi

Pietro Maria da Vinchio e i globi del Seminario

Cappuccino, formidabile autore di opere a sfondo morale e religioso, Giuseppe Maria da Crescentino, nato nella famiglia Stavignone sul finire del ‘600. “Uomo di merito ed addottrinato, fornito altresì di virtù e di pietà”, nel 1743 è padre guardiano nel convento di Bra. Si sposta, con lo stesso incarico, a Pinerolo nel 1745, dove viene confermato fino al 1749. E’ Provinciale negli anni successivi, quindi trasferito nel convento torinese della Madonna di Campagna, dove conclude i giorni terreni il 29 aprile 1779.

Molto varia la produzione letteraria, segno “della sua dottrina e del suo zelo tendenti al bene spirituale del prossimo”. Spazia dalle “Dottrine cristiane ad uso delle missioni solite a farsi da' pp. cappuccini in Luoghi alpestri, e Contadineschi spianate colla più piana e acconcia erudizione” del 1771, ai consigli per il nobile “fedele a Dio e al suo sovrano”, da meditazioni “La dama d'Iddio in mezzo al mondo” del 1763, a “L'educazione morale, e civile della figliuolanza del 1767. Stampato a Roma, “Il nobile graduato fedele al suo Dio, ed al suo sovrano”, dedicato “all'eccelso ed augustissimo merito del beato Amedeo di Savoja.

Definito in un vecchio ritratto come Venerabile, fra Gerardo di Valenza “all’età di 30 anni vestì la tonaca dei Cappuccini il 3 ottobre 1568 a Moncalieri”. Cessa di vivere il 29 gennaio 1627 nel convento “fabbricato l’anno 1585 un quarto di miglio fuori di Valenza. Furongli fatti solenni funerali”.

Guardiano del convento della Verna nel 1647, fra Ruffino da Trino, morto nel 1654. Un annuario del ‘600 cita fra Francesco da Trino, Cappuccino; nel 1627, ad Alessandria, è “infermo di tal ostinata e grave febbre, che non mai rallentavasi ad onta di mille sperimentati medicamenti, ma con un solo segno di croce fatto da fra Costanzo d’Acqui, immediatamente cessò”!

Nacque a Casalmonferrato da distinto parentado” a fine ‘500. Cosi inizia la biografia di fra Felice Crova, futuro vescovo di Acqui, su “Il Piemonte sacro” edito nel 1880 da Oliviero Iozzi. Altre fonti lo chiamano Crocca, altre Crorca, altre ancora Fedele! “Promettendo non poco per le tante e belle doti di mente e di cuore”, entra giovanissimo in convento. Negli anni il suo nome diventa popolare, è riconosciuto come “in sacris literis admodum eruditus et verbi Dei concionator egregius”, bravo storico di cose sacre e grande oratore. Nel luglio 1632 arriva la nomina a vescovo di Acqui. In realtà la data potrebbe essere errata, forse da anticipare di un anno (N.d.R. Ampia biografia su “Il Monferrato” del 30 luglio 2024).

Il primo, gravoso impegno riguarda l’omaggio al predecessore e patrono della diocesi, san Guido, vescovo dal 1034 al 1070. Ne scrive una dettagliata storia, sperando di indurre il Municipio e il popolo a compiere il voto di erigere una nuova cappella in cattedrale, traslandovi le spoglie del Santo dal sepolcro posto “in luogo umido, oscuro e sottoterra, detto comunemente oscurolo”. Il frate divenuto vescovo muore nel 1645 nel convento di Moncalvo.

Francesco d’Assisi era persona colta, conosceva il latino e il francese (grazie al padre che commerciava con la Francia), ma dopo la conversione, con grande umiltà ebbe a dichiararsi più volte “idiota e illetterato”, idiota nel significato di uomo semplice. Non amava i colti, considerava male i libri. Come avrebbe giudicato la vita di fra Pietro Maria da Vinchio, autore/studioso di opere matematiche e geografiche ed esperto di tecniche cartografiche, tanto da realizzare grandi globi che rappresentano la Terra e la sfera celeste?

Della sua vita si conosce poco. Laurana Lajolo, fondatrice del Centro culturale intitolato al padre Davide e con sede a Vinchio, ammette che nonostante molte ricerche, non si hanno notizie particolareggiate sulla figura di quel religioso, al quale tante iniziative sono state dedicate, anche a Casale e Alessandria.

Nasce nella seconda metà del ‘600 e veste il saio dei Minori Riformati. E’ certa la lunga presenza nel convento della frazione casalese di Santa Maria del Tempio. Verosimile abbia conosciuto l’opera di un confratello, il cappuccino Giovanni Battista da Cassine, ricordato come cartografo e sfereografo, autore di un pregevole atlante delle province cappuccine (“Chorographica descriptio provinciarum et conventuum ff. min. ss. Francisci capuccinorum”, edito nel 1712) e di due globi, uno terrestre e uno celeste, realizzati probabilmente prima del 1700 e da più fonti ricordati come eccellenti lavori.

Pietro Maria diventa emulo del cassinese, avendo modelli importanti, da Leonardo da Vinci al cartografo e cosmografo tedesco Martin Behaim, fino ai globi di Vincenzo Coronelli destinati al re Luigi XIV. Due globi, uno terrestre del 1739 e uno celeste realizzato nel 1745, fatto su incarico del vescovo Gerolamo Caravadossi, impreziosiscono oggi la Biblioteca storica dell’ex seminario vescovile di Casale. Tra il 1746 e il 1751 ne realizza altri due, più grandi e elaborati, oggi ad Alessandria: la sfera terrestre, conservata nella Biblioteca civica, è datata 1746/1748, mentre tra il 1750 e il 1751 esegue il globo celeste, esposto nel Museo di Palazzo Cuttica. Sulla pergamena che ricopre il cartone, disegni e illustrazioni a mano: sui terrestri sono configurati i continenti allora conosciuti (manca l’Australia) e sui celesti sono rappresentate le costellazioni, i segni zodiacali e figure mitologiche, sempre in base alle conoscenze dell’epoca.

L’amore per la scienza non gli fa ovviamente dimenticare l’abito religioso, con intelligenza versatile si dedica anche alla scrittura. In anni recenti, nella Biblioteca dell’ex seminario casalese, sono stati ritrovati tre manoscritti liturgici, recanti la sua firma. A lui è attribuito un “Antifonario per le monache di S. Bernardino di Voghera e soprattutto ad istanza di Maria Rosa Viviana di Genova, badessa dello stesso monastero”, datato 1723, trascrizione di un antico corale, forse quattrocentesco. Il convento di Santa Maria, che a lungo lo ha visto operare, registra la sua morte il 14 febbraio 1754, unica data certa della biografia!

Clemente da Casale nasce nella seconda metà del ‘600. “Ancor giovanetto prese l'abito della riforma. Fece mirabili progressi nello spirito, talchè divenne una norma di virtù e una idea singolare di ogni rara perfezione. Fu eccellente altresì in dottrina ed in breve lo si annoverò fra i famosi della provincia di Milano”. Predicatore in molte città, deve lasciare la missione per precoce malattia. Muore nel 1711.

Padre Raffaello Lastrico da Casale, Cappuccino, nasce nei primi anni del ‘700. Anche in questo caso, assai scarne le notizie. E’ ricordato come “lettore di teologia e predicatore di gran frutto, e di buona eloquenza” nonché di “felice ingegno”. Di lui abbiamo 270 pagine di ”Oratorie istituzioni esposte a novelli predicatori”, stampate nel 1770. Gli annali dell’Ordine ricordano la sua morte a Felizzano mentre era Provinciale, l'11 settembre 1784.

Fra ‘600 e ‘700, tre figure francescane a Trino. Vitale Chignoli nasce il 22 marzo 1721 e conclude il cammino a Cuneo, confessore delle monache clarisse, nel 1799; “uomo di grande venerazione, lettore e definitore in sua religione”, per qualche tempo Guardiano del convento trinese. Andrea Massola, nato nel 1667 e morto nel 1752, è “uomo di somma riputazione in oratoria sacra, di grande concetto in santità, intelligente bibliografo”, ricordato anche per aver difeso la causa della beatificazione del venerabile Angelo Carletti da Chivasso. GianAndrea Damiano Oliveri nasce al mondo nel 1723 e sale al Cielo nel 1797; descritto come “uno dei più celebri chimici alla spezieria del convento della Madonna degli Angeli a Torino”.

aldo timossi (12 – continua)