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Si visitano tre Castelli
Domenica 22 maggio Giornata Nazionale dell’Associazione Dimore Storiche Italiane
Durante il secolo XVIII è stato restaurato per essere trasformato in residenza di campagna (in particolare l’ala sud che attualmente ospita la cucina, la sala da pranzo, il salotto del balcone e il salotto grande) con interventi di Pierfrancesco Guala (sovrapporte) e altri pittori piemontesi e monferrini e nel 1854-57 secondo il gusto neogotico all’ora imperante. Oggetto di quest’ultimo restauro (che ha visto coinvolti pittori importanti quali Paolo Emilio Morgari, Grosso e Andrea Gastaldi) è stata la grande sala d’ingresso, lo scalone monumentale, la sala da ballo e l’antisalone, i salottini delle torri e alcune camere da letto.
Oggi il castello ospita un’attività ricettiva con alcune camere per gli ospiti. Inoltre ospita concerti, eventi, manifestazioni e mostre d’arte.
Il castello di Ozzano Monferrato è situato lungo la strada da Asti a Casale Monferrato; sorge su un colle nel territorio delle Langhe Roero Monferrato, a chiara vocazione vitivinicola, dichiarato patrimonio Unesco. Le prime testimonianze documentali del castrum risalgono all'età dell'incastellamento dei borghi in Europa, strategia difensiva dagli attacchi continui dei Saraceni e degli Slavi. In un documento del 1224, viene citato quale possesso del Marchese di Monferrato. Le forme severe della fortezza vennero in parte addolcite dalla trasformazione cinquecentesca in residenza di corte, ad opera della famiglia Gattinara-Lignana; si conservano tuttavia in parte le mura quattrocentesche con merlatura bifida.
Il giardino all'italiana si colloca in un cortile interno, e idealmente prosegue in vari spazi esterni al nucleo dell'edificio, affacciandosi sugli spalti delle mura della rocca, costituendo un vero e proprio giardino pensile organizzato per "stanze", tutte con impianto formale. Interessante l'utilizzo di forme architettoniche vegetali, come quinte, arcate e colonne, tutte intagliate nel bosso e nel cipresso. La varietà è ampia anche grazie alle numerose forme topiarie libere e alle siepi. Si custodisce con grande cura un meraviglioso esemplare pluricentenario di Cedrus libanei, dal tronco del diametro di un paio di metri, che svetta con forza al di sopra di una terrazza verde affacciata sul versante settentrionale della valle.
Nel 1823 su ordine del conte Eustachio Radicati di Robella l’ingegnere Carlo Mosca ha progettato e costruito l’attuale torre o “specola”, al sommo della quale c’è una struttura di ferro, una tra le prime dell’epoca, destinata all’osservazione astronomica.
Il parco del castello nella sua forma attuale rispecchia in parte il progetto originario dell’architetto settecentesco Filippo Castelli. Il disegno complessivo è caratterizzato da un doppio circuito di viali, e poi da un terzo semi-circuito che collega i due cancelli più esterni. I viali disegnati da una vecchia siepe di bosso erano originariamente caratterizzati da filari di alberi di una stessa specie, capitozzati. A partire dagli anni trenta del ‘900 gli alberi sono stati lasciati crescere in omaggio ad una scelta di maggiore rispetto per la naturalità dello sviluppo delle piante.
Come omaggio al concomitante Salone del Libro di Torino, durante la visita sarà mostrata la cospicua biblioteca del Castello di Robella, che contiene opere in italiano, francese e inglese, e inoltre un ricco fondo ottocentesco di opere letterarie e storiche in lingua russa, lascito del governatore di Saratov Alexei Alexeievich Zubov.






