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Chiese collegiate: Frassineto
L'incontro di sabato - SI finisce a Lu
Buona partecipazione sabato al quarto appuntamento di approfondimentoalle chiese anticamente sede di collegiate proposto dall’Ufficio Culturali della Diocesi di Casale nell’ambito del progetto integrato MAB (Museo-Archivio-Biblioteca).
L’incontro si è svolto presso la chiesa parrocchiale di Sant’Ambrogio di Frassineto Po ed è stato condotto da Manuela Meni coadiuvata nelle ricerche da Chiara Mainini, entrambe collaboratrici dell’Ufficio Beni.
La parrocchiale fu costruita nell’attuale collocazione tra il 1444 e il 1454 per volontà dei Marchesi del Monferrato e, almeno dal 1021 fu sede di un collegio canonicale tutt’oggi esistente e avente a capo il parroco (carica attualmente ricoperta da don Samuele Battistella, presente all’incontro). Ed è stato don Battistella a salutare gli ospiti a integrare alcune indicazioni con l'ausilio anche dei membri dell' “Accademia Cervis”.
Subito ai presenti sono state illustrate le vicende legate ad alcuni canonici di particolare importanza come Guglielmo Vidoni o Bernardino Cervis, fine teologo al quale è appunto intitolata l’accademia culturale frassinetese.
Di pertinenza della Diocesi di Milano fino al 1805, la parrocchia fu più volte visitata da Carlo e da Federico Borromeo e, ancora oggi, esprime questo legame sia attraverso le numerose raffigurazioni di San Carlo e di Sant’Ambrogio sia attraverso l’officiatura, in determinati momenti dell’anno, del rito ambrosiano.
Partendo dal battistero, posto nella prima cappella di sinistra, i presenti sono stati guidati alla scoperta dei tesori di arte e di fede risalenti a diverse epoche e custoditi all’interno della chiesa: tra questi degne di particolare menzione sono la pala con i Santi Antonio, Sebastiano e Rocco di Guglielmo Caccia e la Madonna del Rosario della figlia Orsola Maddalena.
Quest’ultimo soggetto si trova raffigurato anche in una pregevolissima tela posta in sacrestia e realizzata nella parte superiore da Pellegrino Tibaldi un bel nome perchè chiamato in Spagna da Filippo II dovette abbandonare la commissione completata da Simone Peterzano.
Sempre in sacrestia si è potuto ammirare un paliotto, finissimo ricamo delle sorelle Zavattaro, medaglia d'oro alla esposizione d'arte sacra di Torino del 1898; viene esposto due volte all'anno, a Natale e a Pasqua.
Degna di menzione è anche il quadro dell’Immacolata realizzata da Eleuterio Pagliano, pittore di origine casalese che studiò a Brera. Una curiosità lo stemma francescano in alto sui confessionali (provengono da Casale?).
Infine, di inestimabile valore è il magnifico altare ligneo dorato del XVI secolo che, a causa del cattivo stato di conservazione nel 1850, era stato trasferito nella prima cappella di destra venendo riportato all’originaria collocazione solo in seguito ai restauri del 2008 (col che si può anche ammirare il lato retrostante, da illuminare)
Doverosa menzione merita, infine, per il ricco apparato decorativo murale realizzato a più riprese nel corso dell’Ottocento e che vede nella volta l’intervento particolarmente raffinato e colto (e caro...) dei fratelli aquesi Ivaldi che vi hanno lavorato per cinque anni, sia pure a più riprese.
La seconda parte dell’incontro ha visto, invece, l’intervento della restauratrice Maria Grazia Ferrari che ha offerto, specialmente ai volontari dell’unità pastorale Madonna dell’Argine, alcune nozioni pratiche di manutenzione ordinaria degli ambienti, degli arredi e delle suppellettili sacre custodite nelle chiese. Coadiuvata dal direttore dell’Ufficio Beni, Raffaella Rolfo, sono stati mostrati ai presenti alcuni accorgimenti pratici al fine di mantenere nel miglior stato conservativo i mobili, gli argenti, i paramenti.
Il prossimo e ultimo incontro è previsto per sabato 6 novembre alle ore 10.00 presso la chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova di Lu.
c.m-l.a.
Info: 392.9388505; antipodescasale@gmail.com.
FOTO. Don Battistella parla sul Battistero (f. ellea)






