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Nozze d'argento storiche

Roberto Coaloa  e Marco Zatterin protagonisti domenica a palazzo Cuttica

Roberto Coaloa  e Marco Zatterin festeggiano quest'anno 25 anni di ricerche storiche fatte insieme. Si sono, infatti, conosciuti a Conzano per preparare una mostra nell'estate del 1999; tema: Vidua, Belzoni, l'Egitto! Dice Coaloa "Gli trovai i primi volumi di Belzoni pubblicati in Italia. Poi ci siamo ritrovati per lavori fatti insieme, tra l'Italia e il Belgio, la Francia e l'Inghilterra, con convegni dedicati alla storia, agli Asburgo, a Napoleone. Domenica ci ritroviamo e festeggeremo, prima di parlare ad Alessandria, con un brindisi proprio a Conzano, con il sindaco Emanuele Demaria (sempre lo stesso grande sindaco). A Conzano, dove ci siamo conosciuti 25 anni fa sotto il segno del Conte Vidua e del Gigante del Nilo.... 

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Domenica 17 marzo, alle ore 17, a Palazzo Cuttica (via Parma, 1 ad Alessandria), Marco Zatterin, vicedirettore del quotidiano La Stampa, racconterà la battaglia di Trafalgar (21 ottobre 1805) e lo storico Roberto Coaloa quella di Solferino e San Martino (24 giugno 1859).

L’incontro sulla grande storia si svolgerà nell’ambito degli eventi collaterali alla mostra “Crepax + Napoleone. Marengo e altre battaglie di carta” (aperta fino al 1° aprile 2024), grazie al progetto “Giocare con l’Imperatore”, organizzato dalla Città di Alessandria e ASM Costruire Insieme.

Il progetto “Giocare con l’Imperatore” racchiude alcuni incontri dedicati alla storia e allo svolgimento dei wargames curati dallo stesso Roberto Coaloa che vedono la partecipazione e presenza di storici ed esperti di battaglie Napoleoniche (a ingresso libero e gratuito). Dopo l’incontro di domenica 17 marzo, l’ultimo incontro si svolgerà domenica 24 marzo, ore 17, con Roberto Coaloa e Paolo Palumbo (I giochi di simulazione strategica oggi e il modo in cui è cambiata la guerra).

Il programma di “Giocare con l’Imperatore”, partendo dall’esposizione appositamente realizzata per la città di Alessandria con la collaborazione dell’Archivio Crepax, costituisce un approfondimento storico sulle battaglie disegnate dal grande maestro del fumetto, unendo il ruolo del wargame, che spiega Coaloa «è una sorta di macchina del tempo, il solo mezzo che consente di spostarsi nel tempo e nello spazio fino a rivivere quasi con un processo di identificazione, le azioni dei protagonisti delle battaglie».

Domenica 17 marzo, Zatterin (autore di Trafalgar. La battaglia che fermò Napoleone, volume edito da Rizzoli nel 2005) racconterà la celebre vittoria navale inglese sulla flotta franco-spagnola, dove Nelson morì da eroe. Coaloa (che ha dedicato saggi sulla nuova classe politica nel Regno di Sardegna e sul ruolo dei volontari nelle guerre del Risorgimento) racconterà la battaglia di Solferino e San Martino, dove nascerà l’idea della Croce Rossa, la più importante organizzazione sanitaria internazionale, grazie a Jean-Henri Dunant.



TRAFALGAR

L’avventura di Napoleone raggiunse nel 1805 un’atmosfera ricca di splendore, di quell’éclat che costituisce un attributo essenziale alla regalità. Quali erano i desideri di Napoleone all’apice della gloria? Sicuramente fermare il primo nemico: l’Inghilterra.

Il destino gli voltò le spalle. L’Imperatore al massimo della potenza fu fermato da un vero demonio: Lord Nelson. Il 21 ottobre 1805, al largo di Trafalgar, i Royal Marines annientarono in poche ore la flotta imperiale, che avrebbe dovuto invadere l’Inghilterra. Nelson, il loro coraggioso comandante, vi trovò la morte e con essa la gloria, strappandola al suo acerrimo nemico.

Trafalgar, per la prima volta è raccontata da un italiano. Il risultato è un piccolo capolavoro. Marco Zatterin descrive le sei ore che precedono la battaglia in maniera emozionante, per poi stupire nel presentare la tattica usata da Nelson per sconfiggere le superiori forze navali di Napoleone. Non solo, dopo una lunga ricerca, Zatterin ha individuato i nomi degli italiani presenti a Trafalgar: volontari nella Royal Navy, oppure poveri uomini obbligati a combattere per Napoleone. È stato trovato un inedito e meraviglioso elenco d’italiani: ben 1000! Essi sono stati rintracciati nel Public Record Office di Londra, dove sono conservati i “ruoli di bordo”. Ricerca importante, continuata in Francia e Spagna. Conosciamo così personaggi memorabili. Da parte francese c’è un genovese, Boeri. Ha lo stesso ruolo che in Master and Commander ha il medico di bordo. Da parte spagnola, c’è nientemeno che il comandante della flotta, il duca di Gravina. Da parte inglese incontriamo il guardia marina Thovez (antenato d’Enrico, famoso giornalista e critico letterario d’inizio Novecento).



SOLFERINO E SAN MARTINO

La Seconda guerra d’indipendenza, combattuta dal Regno di Sardegna contro il potente impero asburgico, fu una strana guerra: per i francesi, alleati del Piemonte sabaudo fu una “Campagne d’Italie”; nei piani di Napoleone III non avrebbe dovuto portare all’indipendenza dell’intera penisola. Un anno prima a Plombières, Cavour, il grande tessitore degli eventi del 1859, scrisse: «Il dramma s’approssima alla soluzione. Prego il cielo d’ispirarmi onde non faccia minchionerie in questo supremo momento». Il 26 aprile 1859, dopo tante tensioni, Cavour era apparso senza le sue gravi inquietudini, era raggiante: aveva respinto l’ultimatum austriaco e, assumendo la figura dell’assalito, si era assicurato l’intervento del potente esercito di Napoleone III; l’Austria era cascata nella sua rete. Il 24 giugno 1859 si combatté a Solferino e San Martino una delle battaglie più sanguinose dell’Ottocento, alla presenza di Re Vittorio Emanuele II, e dei due imperatori Napoleone III e Francesco Giuseppe.

La sera del 24 giugno giunse a Castiglione delle Stiviere, da dove prima dell’alba era partito l’esercito di Mac Mahon per gettarsi nell’inferno della battaglia, una carrozza privata, che trasportava un curioso personaggio: un finanziere svizzero di trentuno anni, impeccabilmente vestito di bianco per difendersi dal caldo. Sembrava uno di quei damerini che lo storico Jacques Bainville ha etichettato come «flâneur de la bataille»: ricordava veramente il personaggio Pierre Bezuchov descritto da Tolstoj in Guerra e pace, mentre osserva – en flâneur – la battaglia. Il signore biancovestito era Jean-Henri Dunant, venuto per discutere d’affari con Napoleone III, tuttavia, restò con i morenti, trasferiti a Castiglione delle Stiviere. Dunant si trasformò in un infermiere, scrisse per i feriti le ultime lettere ai parenti lontani. Impiegò quasi un anno per scrivere l’atto di accusa su ciò che aveva visto sul campo di battaglia; nel 1862 stampò nella tipografia Fick di Ginevra Un souvenir de Solferino, che sconvolse l’Europa. Quel libro ebbe un successo enorme, lo elogiarono i fratelli Goncourt, Victor Hugo, Ernest Renan e Charles Dickens, che divulgò in Inghilterra l’opera di Dunant, chiamato «The Man in White», l’uomo vestito di bianco. Il 22 agosto 1864, la sua energica azione di sensibilizzazione sui feriti di guerra condusse alla firma della Convenzione di Ginevra, che segna l’atto di nascita della più importante organizzazione sanitaria internazionale, la Croce Rossa.

 

FOTO. Coaloa e Zatterin a Waterloo (2008)