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Sinagoga: Le leggi della torah e le leggi italiane

Domenica 11 presentazione libraria Valeria Gandus ne parla con Gad Lerner

Se pensiamo alle origini delle leggi che regolano la maggior parte delle democrazie liberali è facile che ci vengano in mente legislatori, greci, romani, bizantini, ma difficilmente consideriamo la Torah ebraica come una base fondamentale di ciò che decide un tribunale oggi. Eppure dovrebbe essere piuttosto normale considerando che a cominciare dai “comandamenti”, contiene un intero corpus giuridico che è stato capace di ispirare confessioni, ideologie e filosofie per 4000 anni

Se pensiamo alle origini delle leggi che regolano la maggior parte delle democrazie liberali è facile ricordare legislatori, greci, romani, bizantini, ma difficilmente consideriamo la Torah ebraica come una base fondamentale di ciò che decide un tribunale oggi. Eppure dovrebbe essere piuttosto normale prendere in considerazione che, a cominciare dai “comandamenti”, c’è un intero corpus giuridico che è stato capace di ispirare confessioni, ideologie e filosofie per 4000 anni.

E’ forse la lezione più interessante che trapela dalla conferenza tenuta dall’avvocato Mattia Ludovico Piantanida domenica 4 dicembre per la stagione culturale della Comunità Ebraica di Casale Monferrato. Il titolo: “Le leggi della torah e le leggi italiane”, non rende giustizia a una passione davvero particolare che questo giurista lombardo ha sviluppato frequentando proprio la Comunità, come spiega l’avvocato casalese Stefano Bagnera ricordando la straordinaria vivacità culturale del luogo dove ci troviamo e presentando il personaggio. Ma Piantanida è ancora più preciso: non era stato mai in una Sinagoga prima di Casale qualche decennio fa, c’è chi si innamora dell’arte, chi delle tradizioni lui ha deciso allora che si sarebbe specializzato sulla legge mosaica, perché “l’ebraismo è studio conoscenza voglia di migliorarsi sempre”. “E’ la prova che qui piantiamo semi destinati a dare frutti”, ricorda Daria Carmi introducendo l’incontro in rappresentanza della comunità casalese.

Non è un argomento facile, ma se persino nella biblioteca di Alessandria la Torah era catalogata tra i testi normativi e non tra quelli religiosi, c’è certamente pane per un avvocato. Certo stiamo confrontandoci con un testo di una lingua complessa che la storia ha stratificato di significati. Piantanida, però, è brillante soprattutto ben farci comprendere la modernità di un’opera che divide i 613 Mitzvot (precetti) tra 248 positivi e 365 negativi, i primi obbligano e i secondi vietano, una distinzione che è un fondamento del diritto. E poi detta norme valide per tutti, non fa distinzione di ceto o provenienza: il divorzio nella legge italiana viene introdotto nel 1970, ma esiste da sempre nella Torah, così come l’esenzione dal servizio militare.

Certo come per ogni legge c’è il problema dell’interpretazione, il corpus giuridico che all’inizio viene tramandato oralmente e poi messo per iscritto e diviene parte del Talmud. Qui la complessità che si carica di aneddoti diventa una storia avvincente e narrata con sapienza. Come ogni giurisprudenza c’è il problema del linguaggio e dell’evoluzione dei tempi. Va bene che la legge dice che di shabbat non si accendono fuochi e quindi non si accendono nemmeno apparecchi elettrici, ma se arriva una pandemia posso usare il computer per seguire la funzione al Tempio? Ovviamente in questo caso stiamo parlando di precetti religiosi, la legge dello stato Israele si muove entro confini laici, ma in certe situazioni (come, per esempio, proprio il divorzio), le decisione dei tribunali rabbinici possono aver risvolti legali interessanti anche qui in Italia.

La conferenza ha una conclusione estremamente attuale, uno sguardo sulle infami leggi razziste promulgate dal nazismo e il loro impatto sulla legislazione italiana. Tutto questo a pochi giorni dall’apposizione della targa che ricorda gli avvocati casalesi espulsi dall’albo nel 1939 in quanto ebrei.

Domenica 11 dicembre 2022 alle ore 16,00 gli appuntamenti in vicolo salomone Olper proseguono con la presentazione libraria “Un angolo di pace - Un ebreo in fuga nella Svizzera del ‘43” (Edito da Calamo Specchio) L’autrice Valeria Gandus ne parla con il giornalista e opinionista Gad Lerner.

Alberto Angelino