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Il bel volume “Camminare il Monferrato”
Recensione di Aldo Timossi
(a.t.) Un bravo medico trinese, amico, di recente ha compiuto a piedi, con tappe annuali, pellegrinaggi a Lourdes e Santiago de Compostela. Ora immagina di andare a Roma, seguendo le orme della Via Francigena. Ha trovato una difficoltà su tutte: non il solleone, non la pioggia ( ha salute di ferro!), bensì dover camminare spesso su strade trafficate, con il rischio di essere “arrotato”. Tanto che ora ha problemi nel trovare stradine secondarie, ma non troppo divaganti, che portino alla Capitale.
E’ un rischio che non hanno corso, e non correranno, quanti hanno percorso o percorreranno i tanti itinerari descritti nel bel volume “Camminare il Monferrato”, libro strenna 2017 de “Il Monferrato”. Una guida preziosa, nella linea di un impegno che il giornale porta avanti da sempre, e che l’Editore sintetizza nella quarta di copertina: “Amiamo il Monferrato e da sempre attraverso le pagine del nostro bisettimanale promuoviamo la conoscenza e lo sviluppo di un territorio che continua a sorprendere per la bellezza e l’incanto che sa offrire”.
A testimoniare la bontà dell’iniziativa, le parole di Pier Angelo Taverna, presidente Fondazione Cassa Risparmio Alessandria, sponsor del libro: “Cinquantacinque percorsi di trakking da scoprire attraverso una miriade di comuni del Monferrato, e circa trecento pagine da consultare, in formato cartaceo e digitale, rappresentano l’impegno che solo un editore di consolidata esperienza poteva offrire. Una guida puntuale alla scoperta della natura, della storia, della cultura, delle tradizioni e della cucina del nostro territorio”.
Ciò che colpisce a prima vista, sfogliando le pagine, è la minuziosa, particolareggiata descrizione dei singoli percorsi. Partendo già dal primo itinerario, da Moncalieri a Superga. Tanto per capire, un assaggio del testo: “…dal piazzale prendere il sentiero a sinistra, che entra in un querceto con sottobosco di felci. S’incontra sulla destra una casa isolata con recinzione metallica verde, poi un muro in pietra che fa da argine ad un rio…”. Difficile sbagliare (pur se la recinzione fosse ridipinta di marrone!), anche senza la bussola che pure sta nella copertina della guida, basta sapere dov’è la destra e dove la sinistra.
Perché partire da Moncalieri, come dire, da Torino? Tanto per fare più pagine? Ma no. Lo spiega l’Editore. Già nell’edizione del 2002 appariva il cammino da Superga a Crea, e ora, collegando sempre i due luoghi di devozione, sono state aggiunte le tappe Moncalieri-Superga e Crea-Casale, “un itinerario che collega ancora di più il territorio dell’antica capitale d’Italia, con quello dell’antica capitale del Monferrato”.
Un valore aggiunto è dato dalla traduzione in lingua inglese – per esteso, non solo come abstract – rivolta a quei turisti stranieri che, si spera in misura sempre maggiore, vorranno visitare e percorrere le terre monferrine, impreziosite – scrive nella presentazione, Amilcare Barbero, presidente Ecomuseo della Pietra da Cantoni – dal fatto che “dei quattro siti seriali piemontesi inseriti dall’UNESCO nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, due si trovano in Monferrato: il Sacro Monte di Crea (dal 2003 nel sito Sacri Monti Piemonte-Lombardia) e di Infernot (dal 2014 in quello dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”. Con la speranza che Regione Piemonte e Provincia di Alessandria, patrocinatori dell’edizione, diano una robusta mano promozionale.
Infine, la guida, pur tutta rivolta ad itinerari in destra del fiume Po, non dimentica i monferrini storici (mi si perdoni la partigianeria per via della “radici”) della sponda di pianura a valle di Trino, citando la “VENTO”, la lunga ciclovia che unirà Torino a Venezia, e che già oggi è in parte percorribile sulla riva sinistra del Po, da Torino a Casale, città nella quale passa in sponda destra. Un modo per unire, dopo due millenni e immaginando non ci sia la cesura fluviale, Gallia Transpadana e Gallia Cispadana.






