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Il mistero del Vercelli Book
Un codice anglosassone torna a parlare a distanza di mille anni
C’è un filo rosso che lega le brughiere dell’Inghilterra anglosassone alle nebbie della pianura padana. È un filo fatto di pergamena e inchiostro, lungo oltre mille anni, e si chiama Vercelli Book. Da domenica 9 a giovedì 13 marzo, questo straordinario codice sarà il centro gravitazionale della Vercelli School of Medieval European Palaeography, la prestigiosa settimana di studi che la Biblioteca Capitolare organizza con l’Università di Göttingen.
Per gli esperti, il codice CXVII è una delle voci più rare e potenti del Medioevo. Scritto intorno al 970 nel sud-est dell’Inghilterra, custodisce ventitré omelie e sei poemi in antico inglese, capolavori come Il Sogno della Croce che altrove non esistono, ma il suo fascino, per chi lo incontra oggi a Vercelli, è anche un enigma. Per secoli, nessuno qui seppe decifrarne la lingua. Fu lo studioso tedesco Friedrich Blume, nel 1822, a riscoprirne il valore, aprendo una domanda che ancora non ha risposta: come e perché questo libro “viaggiatore” ha attraversato i confini del mondo per trovare dimora in Piemonte?
A questa domanda, e a molte altre, proveranno a rispondere i ricercatori. «Un tempo i libri viaggiavano con le persone, nella bisaccia di un pellegrino o di un predicatore – spiegano gli organizzatori –. Erano compagni di strada, strumenti di preghiera e riflessione». Oggi, a farlo viaggiare sono i progetti di digitalizzazione o il videogioco “Hwæt! The Vercelli Book Saga”, che lo racconta alle nuove generazioni.
Il momento più suggestivo per il pubblico sarà l’incontro di martedì 10 marzo, alle 18, al Museo del Tesoro del Duomo, in Piazza Alessandro D’Angennes n. 5. Titolo: “The Vercelli Book as a Traveller’s Companion”. Qui, i paleografi Winfried Rudolf, Anna Dorofeeva e Thomas Hall restituiranno voce al manoscritto. Le letture in antico inglese faranno risuonare nella cripta le stesse parole che un millennio fa echeggiavano nei monasteri e nelle piazze d’Oltremanica. Non una semplice rievocazione, ma l’occasione per condividere le più recenti scoperte nate dalla collaborazione tra l’ateneo tedesco e la Capitolare. L’ingresso è a offerta libera a sostegno del restauro dei codici medievali. Posti limitati: prenotazione obbligatoria a info@tesorodelduomovc.it o ai numeri 0161 1851884 e 331 8083903. Un’occasione unica per ascoltare il battito di un libro che non ha mai smesso di vivere.
Luca Beccaria






