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Orsola Caccia, una pittrice in monastero

La conferenza di Antonella Chiodo - Martedì 26 maggio ore 18, Carlo Aletto

Martedì 12 maggio ore 18.00 presso la Sala Cavalla - Seminario vescovile di Casale si è tenuto il primo appuntamento del ciclo di incontri promosso dall’associazione di volontari per l’arte Antipodes sul tema “La città della memoria, la memoria della città”.

Dal titolo “Orsola Maddalena Caccia. La virtù del dipingere nei monasteri delle orsoline in Monferrato”, la conferenza è stata tenuta da  Antonella Chiodo, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e presso l’Università del Piemonte Orientale e conservatrice presso la Fondazione Rubelli di Venezia. L’argomento si collega alle iniziative promosse nel corso dell’anno scorso su Guglielmo Caccia e allo stesso tempo vuole ricordare l’operato della figlia a 350 anni dalla morte. Di fronte a un nutrito e interessato pubblico la relatrice ha ripercorso brevemente la biografia di Orsola, nata a Moncalvo con il nome di Thodora da Laura Oliva e da Guglielmo Caccia presso la bottega del quale iniziò fin da giovanissima la sua formazione artistica. Entrata nel convento delle orsoline di Bianzè nel 1620 con il nome di Orsola Caccia, nel 1625 si trasferì con le sorelle nel monastero che il padre fece costruire in una porzione della propria abitazione a Moncalvo. La relazione ha ripercorso la collaborazione tra padre e figlia che divenne erede delle opere, dei disegni e del materiale della bottega paterna continuando, per altri cinquant’anni dopo la morte del padre a lavorare come pittrice professionista per la committenza sia laica che ecclesiastica. A sua volta Orsola lavorò con le sorelle Bottero di Casale che entrarono in convento portando in dote la propria “virtù del dipingere” che misero al servizio dell’ormai anziana pittrice. Secondo la studiosa, tuttavia, questa collaborazione non deve essere vista come la formazione di un’accademia all’interno del convento sebbene le Bottero, soprattutto Angelica, continuarono a dipingere anche dopo la sua morte garantendo la diffusione dell’arte dei Caccia fino all’inizio del Settecento. In sala è stato esposto un dipinto conservato presso il Seminario e rappresentante la Madonna con il Bambino che potrebbe essere attribuito proprio a una delle due sorelle. L’incontro è stato anche l’occasione per presentare il “testamento segreto” di Orsola ritrovato da Chiodo nel 2021 presso l’Archivio di Stato di Alessandria ancora chiuso da sette sigilli di ceralacca che grazie al direttore e attraverso l’intervento di una restauratrice è stato possibile aprire e leggere per la prima volta. Tradendo una forte emozione la studiosa ha illustrato come questo primo testamento scritto da Orsola di suo pugno, in italiano e nella propria cella conventuale non fosse davvero mai stato aperto in quanto aggiornato da un successivo testamento rogato presso un notaio nel 1674. Ciò che colpisce del primo documento è l’attenzione esclusiva alla sua eredità artistica e la designazione proprio delle sorelle Bottero come sue eredi. Il successivo testamento tuttavia farà sì che le opere e i disegni lasciati alla sua morte (ad eccezione di quelli allestiti in chiesa e convento oggi ancora conservati a Moncalvo) entrassero nella disponibilità del convento che veniva così autorizzato a venderli per il proprio sostentamento. La conferenza si è chiusa con diverse domande da parte del pubblico che ha permesso di approfondire ulteriormente il rapporto con la sorella Francesca (anch’essa pittrice ma morta prematuramente), la produzione di nature morte, i punti di contatto stilistici tra padre e figlia e la fortuna collezionistica dei Caccia al di fuori dei confini nazionali.

Il secondo incontro si terrà martedì 26 maggio ore 18.00 sempre in Sala Cavalla e sarà tenuto dal dottor Carlo Alettoricercatore e studioso di storia locale che illustrerà la presenza di templari e gerosolimitani sul territorio di Casale con particolare riferimento alla storia e agli sviluppi del complesso di Santa Maria del Tempio.

Gli incontri sono rivolti in primis ai volontari culturali della città e del territorio, ma sono aperti anche a tutti gli studiosi e a tutti gli appassionati di arte. La partecipazione è libera e gratuita grazie al sostegno dei contributi 8xMille alla Chiesa Cattolica.

Per info: 392.9388505; antipodescasale@gmail.com.