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Democrazia e Sinodalità – La sfida della partecipazione

Convegno del Meic sabato 7 al salone dell'Immacolata del palazzo del Seminario

Sabato 7 al salone dell'Immacolata del palazzo del Seminario, con inizio alle 9,30, il Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale (MEIC) di Piemonte, Liguria e Lombardia ha scelto Casale come sede baricentrica per un convegno di  livello aperto a tutta la cittadinanza e alla realtà ecclesiale del territorio.

L’argomento è di attualità: “Democrazia e Sinodalità – La sfida della partecipazione”. Come si evince dalla bella locandina e dalla presentazione in cartella stampa del convegno saranno coinvolti sia il Vescovo di Casale mons.Gianni Sacchi, sia l’emerito di Mondovì mons. Luciano Pacomio.

E poi ancora l’ex ministro della salute e già presidente del MEIC Professor Renato Balduzzi, costituzionalista ed il professore ordinario di diritto pubblico presso l’Università di Padova Filippo Pizzolato.

Dopo il pranzo e la visita guidata alla Biblioteca del seminario, la seconda sessione pomeridiana è affidata a due docenti donne coordinate dalla professoressa Monica Rimoldi.Si tratta della teologa Monica Quirico della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e di Marta Margotti, docente di storia contemporanea all’Università di Torino.

Al termine  Messa in Cattedrale.

Sui temi della partecipazione e della responsabilità rispetto ai processi di deliberazione in democrazia il professor Renato Balduzzi ha prodotto studi molto significativi ed importanti ed è inutile ricordare quanto la discussione sinodale è collegata agli argomenti in questione visto che al centro del Sinodo è stata messa proprio la “sinodalità” ovverosia quella che è la forma della partecipazione dei credenti alla vita della Chiesa.

La professoressa Marta Margotti, poi, è stata relatrice di alcuni importanti appuntamenti di “Cantiere Speranza” riscuotendo sempre apprezzamento per la serietà e profondità dei contenuti esposti.

Il MEIC casalese invita in modo particolare all’incontro anche tutti i casalesi che sono interessati ai temi della crisi della democrazia in un contesto sempre più caratterizzato dal populismo e da forme di radicalismo affidate ad un uso spregiudicato dei social.