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Famiglie storiche monferrine
Callori e Gozzani: antichi legami di sangue
Le origini astigiane dell'antica casata Callori risalgono all'XI secolo. Trasferiti in Monferrato nel XVI secolo, furono insigniti del titolo nobiliare acquistando la contea di Vignale con l'antico castello e palazzo Callori, acquistato dalla Regione Piemonte nel 1976. Ai Callori appartenevano anche i feudi monferrini di Montemagno, Frassineto e i feudi torinesi di San Raffaele Cimena e Cavagnolo.
La dinastia settecentesca di Giovanni Francesco Orazio, marito di Elena Mazzetti, diede origine al ramo nobiliare del primogenito conte Giulio Cesare Federico Callori, sindaco di Casale nel 1816 e maire di Vignale nel 1818, sposato con Eleonora Maria Ricci. Giulio ed Eleonora erano nipoti del primo marchese di Cereseto Francesco Antonio Ricci e Maria Maddalena, morta alla tenuta Vallara di San Germano proprietà del marito, figlia di Federico Callori e Violante Miroglio del conte Antonio di Moncestino. Il secondogenito di Elena e Orazio Callori fu Felice Camillo Maria del ramo cadetto escluso dal titolo, decurione e membro del Collegio Elettorale del Dipartimento che nel 1800 ereditò il castello di Moncestino dal ramo nobiliare. Egli generò una linea di dieci figli con la casalese Maria Teresa Patrucco, più giovane di venticinque anni, sposata nel 1801 e morta di parto a soli 36 anni. Nella famiglia di Felice Camillo Callori troviamo tre sindaci, l'avvocato Luigi nel 1842 e Giovanni nel biennio 1850-51 a Moncestino e Francesco a Ozzano nel 1849.
La dodicenne madamigella Anna Maria Petronilla Callori, primogenita di Felice Camillo, nell'agosto del 1814 intraprese un viaggio per Torino partendo da Moncestino con la madre donna Maria Teresa Patrucco e Giovanni Battista Gozzani per assumere il grado di Maggiore del Reggimento di Cuneo, formatosi nella Cittadella di Torino e destinato alle Brigate di Saluzzo, Vigevano, Savona, Nizza e Alessandria, dove fu promosso colonnello.
Nel 1808, in qualità di capitano al rientro della battaglia di Austerlitz a fianco di Napoleone, fu ospitato nel Forte strategico torinese di Verrua Savoia dallo zio governatore qui residente Paolo Gozzani, nobile cavaliere proprietario del feudo di Ponzano. Fino al 1812 Giovanni Battista abitò nel castello di Moncestino, accolto dal buon amico e cavaliere Felice Camillo Callori, futuro suocero, con una richiesta di 45 lire di affitto.
Nel 1813, mentre era ospite del liceo di Genova come capitano istruttore dove interveniva il cardinale Spinola, a Giovanni Battista fu offerto un matrimonio con una signora, vedova di un senatore. Egli rifiutò la proposta genovese ma accettò quella fatta da Anna Maria Petronilla con il consenso della famiglia Callori, matrimonio celebrato a Casale Monferrato il 26 maggio 1821. Gli sposi, stabiliti nel castello di Moncestino, ripartirono per Vercelli nel settembre del 1822 dove il Gozzani fu nominato Colonnello Comandante della città e della provincia vercellese con uno stipendio di 4800 lire, oltre ad una pensione di 600 lire ricevuta dalla Croce di San Lazzaro e Maurizio e una pensione di 981 franchi francesi dopo Austerlitz. I coniugi ricavarono anche un reddito di 800 lire proveniente dagli affitti di alloggi, fossi e giardini del castello Callori di Moncestino.
Dalla loro unione, nel 1824 nacque a Vercelli Teresa Gozzani. Teresa, già separata dal cavaliere Ferdinando von Schindler e sposata in seconde nozze con il cugino Giulio Cesare Langosco, improli, figlio di Luigi Teofilo e Giuseppina Callori di Giulio Cesare, primogenito del ramo nobiliare e cugino di primo grado con Fabrizio Gozani, primo marchese di San Giorgio, contessa di Serralunga di Crea, risiedeva nella villa Monromeo, l'antica abitazione della famiglia di Facino Cane ed in seguito dei coniugi Ginevra Sannazzaro e Curzio Magnocavallo, vittima del tremendo fatto d'armi del 1622.
La villa fu acquistata dal nobile Francesco Gozzano di Cereseto per 4200 fiorini grazie al prestito del ricchissimo cugino marchese Giacomo Bartolomeo Gozzani di Treville, versato interamente al comune di Serralunga di Crea nel 1684. Il feudo fu ereditato da Francesco Bernardino Gozzano, bisnonno di Teresa e ultimo rappresentante della famiglia a lasciare Luzzogno, figlio del nobile Antonio notaio e regolatore dei libri del Maestrato Ducale di Casale. Questo ramo dei Gozzano, formato da alti ufficiali dell'esercito, costituisce una terza linea parallela ai marchesi Gozzani di San Giorgio e Treville, cugini di primo grado provenienti da Luzzogno e stabiliti a Casale nel XVI secolo.
Il testamento dell'intera terza linea dei Gozzano è stato ritrovato nell'archivio parrocchiale di Cereseto e una importante testimonianza è rappresenta dal banco di preghiera nel Duomo di Casale intitolato al cavaliere e tenente colonnello Antonio Gozani, zio di Giovanni Battista e Petronilla Callori. Nel Duomo di Casale sono conservati altri banchi di preghiera, intitolati al conte Federico Callori e ai marchesi Gozzani di Treville. Nel cimitero di Moncestino, una lapide del 1852 testimonia la posa delle ceneri del cavaliere Camillo Callori e del genero cavaliere Giovanni Battista Gozzani, cognato diletto dei quattro figli maschi di Camillo. Singolari le tradizioni dei coniugi Giovanni Battista Gozzani e Anna Maria Petronilla Callori appartenenti alle due casate nobiliari: l'impronta giuridica longobarda esercitata dai marchesi Gozzani che riconosceva i diritti patrimoniali anche alle donne attribuita loro dal diploma di nobiltà dell'imperatore Franz I d'Austria nel 1817, e l'impronta patriarcale franca esercitata dai conti Callori che garantiva i diritti della primogenitura per evitare il frazionamento del patrimonio familiare.
Armano Luigi Gozzano
(1-Continua)
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