Notizia »
Leonardo Bistolfi e la Croce Brayda
Un deposito della Banca Patrimoni Sella fa nascere un catalogo, una conferenza e una mostra
Un pomeriggio bistolfiano che ci ha portato anche a Fubine, Torino, Camburzano, Pollone, quello di sabato al Museo Civico in Santa Croce di Casale. Oggetto l’inaugurazione dell’iniziativa “Leonardo Bistolfi e la fortuna della Croce Brayda”, organizzata in collaborazione con Banca Patrimoni Sella & C. In sintesi la Banca ha dato in deposito a Casale un bronzetto che riproduce il particolare della Testa del Cristo in croce del celebre Monumento funerario per la famiglia Brayda presso il Cimitero di Villarbasse (Torino), meglio noto come “Croce Brayda” e il Museo esponendolo in una luminosa teca (tipo corona reale alla Torre di Londra) alle Lunette ha creato due vetrine con il materiale relativo di sua pertinenza (aperta fino al 24 settembre).
Da aggiungere che è stato pubblicato anche un catalogo con testi critici di Daniela Magnetti, Filippo Timo (Banca Patrimoni Sella & C.), Sandra Berresford (curatrice Archivio Bistolfi), Alessandra Montanera ed Elena Varvelli (Museo Civico di Casale).
All’inaugurazione sabato un convegno aperto dal sindaco Federico Riboldi e dall’assessore alla cultura Gigliola Fracchia che hanno soprattutto ricordato la recente donazione di Vanda Bistolfi, vedova di Andrea, nipote e ultimo erede del grande scultore; dal sindaco l’impegno all’ampliamento del Museo dove, aggiungiamo noi, la gipsoteca è un unicum al mondo e ci permette collegamenti con le opere di Bistolfi in Italia e all’estero grazie anche alla mappatura (in rete) di Gabriele Degiovanni. Dopo il saluto di Enrico Chiodo a nome della Banca, la Berresford ha parlato della committenza Brayda e delle varie versioni dedicate ad altre famiglie/personaggi. Citazione: “Il Brayda è certamente affine al ‘Cristo che cammina sulle acque ma meno esasperato nel suo linguaggio espressivo”. Potremmo ancora aggiungere personalmente che il viso ci ricorda quello del Duomo di Casale che Bistolfi avrà certamente ammirato... Il gesso del Cristo (che è in una sala della gipsoteca casalese) campeggiava nel 1905 alla Sesta esposizione internazionale d’arte di Venezia. Interessante anche la narrazione di come un Crocefisso Brayda sia finito al Mausoleo dedicato a D’Annunzio al Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera.
Magnetti e Timo hanno parlato di Bistolfi e della contessa Sofia di Bricherasio avvalendosi di materiale ritrovato a palazzo Bricherasio (oggi sede Sella e dove Sofia ospitava Delleani e Bistolfi e dove, è stato ricordato, si firmò l’atto costitutivo della Fiat) e del fondo casalese. Com’è noto lo scultore casalese è l’autore a Fubine (altro Castello di Sofia) della tomba dedicata a Emanuele Cacherano di Bricherasio (fratello di Sofia) cui si aggiunge un bassorilievo scolpito per onorare le memoria della madre, la marchesa Teresa Massel di Caresana.
Ultimo fil rouge nel Biellese (citazione Montanera) con Camburzano che Bistolfi frequentava villeggiante con altri personaggi famosi come Toscanini e una copia Brayda a Pollone.
Luigi Angelino
FOTO. Al termine dell'incontro alla Sala delle Lunette di fronte a una delle nuove vetrine bistolfiane (f. ellea)






