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Antichi volumi ritrovati...

La conferenza di Bruna Curato, spicca un nucleo di incunaboli

Martedì 27, presso la Sala Cavalla del Seminario, si è tenuto il secondo incontro del ciclo autunnale del corso volontari organizzato dall’Associazione Antipodes, dedicato alla valorizzazione dei Beni Culturali diocesani.

Il tema era quello delle biblioteche storiche disperse, con un focus particolare sulla biblioteca del Convento di San Domenico di Casale. Bruna Curato, bibliotecaria specializzata nello studio del libro antico, ha presentato i risultati delle sue ricerche che le hanno permesso di identificare oltre 30 volumi che anticamente facevano parte di quella che doveva essere la ricchissima biblioteca dei Domenicani di Casale, e che in seguito alle soppressioni napoleoniche dei primi dell’800 hanno preso strade diverse, approdando anche agli Stati Uniti.
Tra questi esemplari, stampati tra la fine del ‘400 e il ‘700, spicca un nucleo di incunaboli – volumi stampati prima del 1501 – che la ricercatrice ha accostato alla figura di Benvenuto Sangiorgio, presidente del Senato di Casale, diplomatico e vicario del vescovo Bernardino Tibaldeschi, il cui monumento funebre si trova proprio nella chiesa di San Domenico.

Dalla biografia si sapeva che Benvenuto, conte di Biandrate, aveva lasciato la sua biblioteca ai domenicani, ma finora i libri che gli erano appartenuti non erano stati identificati; grazie alla ricerca sui cataloghi cartacei e online di alcune prestigiose biblioteche, Curato ne ha individuati undici, a partire dai primi tre conservati nel Fondo Incunaboli della Biblioteca del Seminario per arrivare agli altri, riconoscibili per le lettere iniziali miniate, la presenza dello stemma dei Biandrate – uno scudo rosso su cui campeggia un cavaliere argenteo in armatura che alza la spada – e, solo in alcuni casi, grazie alla nota di possesso dello stesso Benvenuto Sangiorgio.

Questi volumi si trovano alla Biblioteca Civica di Alessandria, all’Accademia delle Scienze di Torino, in prestigiose biblioteche universitarie – Harvard, Università dell’Illinois e di Glasgow – e sono stati anche individuati in alcuni cataloghi d’asta.
L’omogeneità delle decorazioni fa supporre che le lettere miniate floreali, di gusto lombardo, siano state realizzate da un unico artigiano, probabilmente casalese, dietro commissione dello stesso Sangiorgio, che come tutti gli eruditi del passato teneva a rendere riconoscibili i volumi della sua biblioteca, che, grazie al loro pregio, erano dei veri e propri status symbol.
La presentazione si è conclusa con la visione di alcuni di questi pregevoli libri conservati in Biblioteca del Seminario.
-Il prossimo – e ultimo – appuntamento della stagione è per martedì 17 novembre alle 18, sempre in Sala Cavalla in Seminario (Piazza Nazari di Calabiana 1 a Casale), con   Chiara Mainini su “La congregazione e le chiese di San Filippo a Casale Monferrato attraverso due secoli di fede, arte e carità”. L’ingresso è libero; per informazioni antipodescasale@gmail.com.(c.m.)