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Echos, inaugurazione a Casale
La voce vibrante di Eugenio Mastroandrea e il tocco misurato di Marco Sollini - Ad Alessandria venerdì 1° maggio con cambio sede
È cominciato il Festival Echos, ed è cominciato da Casale Monferrato come del resto è già capitato molte volte, compresa nella prima edizione 28 anni fa.
Per giunta per i Casalesi il primo appuntamento ha fatto da ponte tra questa grande kermesse nella provincia di Alessandria, e il finale della locale Accademia Filarmonica. In entrambi i casi uno spettacolo, tra il teatro e il concerto, su un raffinato testo di Stefano Valanzuolo, a marzo, a palazzo Treville, incentrato su Władysław Szpilman, questo 25 aprile nella Chiesa di San Domenico l’appuntamento è stato con “Andante mistico Robustoso et forte”, ideato per i 700 anni dalla morte del Patrono d’Italia. E stavolta, a farci viaggiare nei secoli, è stata la voce vibrante di Eugenio Mastroandrea e il tocco misurato di Marco Sollini.
Ma in questo tempo purtroppo un’altra cosa è cambiata: ce lo ricorda il direttore artistico di entrambe le rassegne, Sergio, Marchegiani, che dedica il concerto al notaio Luciano Mariano, presidente della Fondazione CRAL,improvvisamente mancato lo scorso 14 aprile. Sono passati solo due mesi da quando proprio Mariano presentava il Festival ad Alessandria e sembra impossibile che oggi non possa assistere alla sua inaugurazione. “Al di là di quanto la Fondazione ha fatto per il Festival a mancarci è il rapporto di stima e amicizia con una persona che credeva tanto nella nostra iniziativa. – spiega Marchegiani - Credo che un concerto su San Francesco sia il modo migliore per salutarlo”.
E in effetti si tratta di una performance toccante, senza togliere nulla alla musica, è il testo teatrale ad essere in evidenza. Lo spettacolo lavora sui contorni della figura del Santo, quasi un’inchiesta costruita intervistando chi lo ha conosciuto che non tralascia nessun lato. C’è il confratello che ne ha raccolto le ultime parole, quello che non ce l’ha fatta ad abbracciare la durezza della regola, ma anche il preoccupato padre di Santa Chiara e il Saladino nemico dei crociati, in un brano che è la sublimazione di un percorso di riconoscimenti tra identità diverse. Una cosa che fa riflettere sotto il grandioso dipinto del Guala del massacro degli Albigesi. Alla fine non manca nemmeno il lupo, reso in modo umanamente ferino, da Mastroandrea.
La scelta di Chopin come accompagnamento potrebbe sembrare anacronistica. Certo c’è il Notturno op 32, perfetto per commuovere, ma l’accostamento porta alla mente la cella della Certosa di Valldemossa a Maiorca che ospitò Chopin nel suo ultimo anno di vita, il luogo più lontano dai salotti parigini che si possa immaginare. E poi ci sono le composizioni dello stesso Sollini, piccole miniature musicali del pianismo postmoderno, che introducono a perfezione la galleria dei personaggi. E come bis, dopo un lunghissimo applauso, i due ci regalano un appassionato “Cantico delle creature”
È bene ricordare come l’inizio di Echos 2026 sarà particolarmente casalese, i prossimi appuntamenti in città vedono il Quartetto Chimerico il 3 maggio alla Distilleria Magnoberta, l’8 maggio il duo Schiavo Marcheggiani alla Filarmonica e il 9 maggio il quartetto Dorè, vincitore della borsa di studio Mario Patrucco, al Museo Civico di Casale.
Alberto Angelino
(foto ellea al termine del concerto in San Domenico)
ULTIME: extra casalese: venerdì 1° maggio nella Chiesa di Santa Maria di Castello ad Alessandria (concerto originariamente previsto nel Complesso conventuale di San Francesco) concerto del Trio Johannes ovvero Francesco Manara (primo violino di spalla dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano), Massimo Polidori (primo violoncello nella stessa orchestra) e il pianista Claudio Voghera.
I concerti inizieranno alle 17.00.






