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Pardès Falastin di Marinella Peyracchia

Alle 15,30 di domenica 12 alla Comunità ebraica di Casale di Casale

 

Ancora una presentazione letteraria per il prossimo appuntamento culturale alla Comunità ebraica di Casale Monferrato. Dopo “Presidenti” in cui la scorsa settimana si è ripercorsa la storia di Raffaele Jaffe, fondatore del Casale Calcio, alle ore 15,30 di Domenica 12 novembre in vicolo Salomone Olper si sfoglia il romanzo "Pardès Falastin" di Marinella Peyracchia.

Pardés è la parola ebraica che definisce il giardino, il paradiso di pace, appunto, della terra coltivata e produttiva. Luogo idilliaco e felice. Nel pardés è stato creato il primo uomo. Dal pardés è stato scacciato con dolore. In pardés il popolo di Israele spera di veder rifiorire la Terra di Sion, la terra che Dio gli ha promesso e a cui, ogni ebreo, anela tornare. Falastin è invece una parola araba che definisce la terra in cui, per duemila anni, il popolo palestinese ha vissuto, coltivato, costruito villaggi. Nome che è poi diventato Palestina quando i romani occuparono la Terra di Canaan, dopo averla sottomessa. Un nome inviso al popolo di Israele, perché deriva da genti nemiche, i filistei. Un nome in cui, però, si riconosce il popolo che la nascita dello Stato di Israele sembra aver condannato a esilio e miseria. "Pardés Falastin" è quindi una terra che non esiste, un semplice sogno di pace che ebrei e palestinesi devono trovare il modo di condividere.

In questo luogo si muovono i due protagonisti del romanzo, due uomini assai diversi per cultura, identità e posizione sociale, che vivono a Gerusalemme e che si ritroveranno a fare i conti con la realtà dolorosa del conflitto tra Israele e Palestina. Seppure entrambi credano nella convivenza pacifica dei due popoli, le loro vite s’intrecciano su uno sfondo crudele, che li pone inevitabilmente su opposti fronti. A un passo dall’ostilità e dalla diffidenza reciproca, finiranno invece per ritrovarsi solidali e amici, accomunati dalla fatica quotidiana di resistere all’orrore di un conflitto che divora le generazioni e sembra togliere sempre più la speranza di un futuro normale.

A parlare del romanzo (Conti Editore) sarà la stessa autrice Marinella Peyracchia, nata in Valle Varaita, nel 1958. Ha studiato Architetturaa Torino e Geografia Umana Grenoble. Nel 2013 ha pubblicato Il bambino blu, storia di viaggio in Patagonia. Accanto a lei la Elisabetta Massera studiosa di Storia Contemporanea ed esperta di didattica della Storia.