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Festa di Chanukkah
Grande partecipazione
Domenica pomeriggio a Casale nel cortile delle Api della comunità Ebraica si è festeggiato la festa di Chanukkah. Grandissima la partecipazione. Ha fatto gli onori di casa il vice presidente della Comunità casalese Elio Carmi.
Chanukkah: in questo freddo (come clima) cortile non è solo il ricordo di un miracolo compiutosi nel tempio di Gerusalemme più di 2300 anni fa, è un auspicio di pace al quale a Casale partecipano tutti, autorità civili e religiose nel più ampio significato del termine.
Con lo shammash in mano, il lume-pilota che serve ad accendere le lampade che compongono il candelabro della festa, si sono visti rappresentanti di tutte le confessioni cristiane, le comunità islamiche e monaci buddisti, oltre che sindaci ed esponenti delle istituzioni.
Elio Carmi ha invitato all’accensione per primi mons. Gianni Sacchi, vescovo della Diocesi di Casale (con lui il rettore di Crea mons. Mancinelli, il vicario don Giampio Devasini, don Cassano) e l’assessore Ornella Caprioglio che con fascia tricolore rappresentava il sindaco di Casale, Palazzetti, con a fianco due giovani della Comunità; poi via tutti gli altri a incominciare dal presidente della Provincia Gianfranco Baldi e dal sindaco di Moncavlo Aldo Fara.
Da segnalare all’inizio i canti del Coro Gesher diretti da Erika Patrucco.
Per l’occasione sono state presentate otto nuove lampade per arricchire il Museo dei Lumi unico al mondo si chiamnano Channukkiot.
Lasciamo lo scritto al critico Piergiorgio Panelli: "Ogni anno la festa è l’occasione per presentare i nuovi candelabri che entreranno a far parte del Museo dei Lumi: una realtà unica nel panorama dell’arte contemporanea che ha visto e vede grandissimi artisti internazionali e del territorio realizzare la propria channukkia personale e regalarla alla Comunità per la più grande collezione di questo tipo al mondo. Quelle di domenica portano le opere del museo a un totale di 229, una collezione unica al mondo che è già stata ammirata in Italia e in Europa".
Le opere nuove sono di: Azzurro Cielo, un raffinato lavoro a più materiali tra i quali il vetro tiffany che regala una forma vibrante alla struttura; Leonilde Carabba di Monza, con un lavoro che cerca equilibri tra la tridimensionalità e le ricerche di luce fluorescente con l’aggiunta delle lampade Wood; Antonio Colombo, presenta una lampada quasi minimale vicina al designer e di raffinata esecuzione artigianale.
Paolo Enrico, di Casale propone una lampada assemblaggio con diversi materiali legati dal tema del riciclo riutilizzando legni abbandonati e oggetti dimenticati. Laura Fonovich milanese con una lampada formata da 729 cubetti che l’artista dispone in due settori distinti del bene e del male costruendo una lampada che riesce a dialogare con la luce ed il buio. Pina Lavelli: troviamo di grande effetto la sua lampada con otto sfere più una grande di ceramica che galleggiano nel vuoto.
Carlo Marelli, dipinge in maniera minimale il tema della lampada nel corpo di un ipotetica farfalla. Ultimo ma non ultimo Mario Surbone, maestro piemontese nato a Treville con un opera di grandi dimensioni dove la terra e rappresentata dal quadrato ed il cielo dal tondo ed all’interno le nove luci si innalzano in un perfetto equilibrio.
"Una raccolta, questa delle lampade Chanukkioth, unica e qualitativa per il suo valore artistico ma anche per l’enorme valore etico che nella sua festa riesce attraverso la luce e all’arte ad unire tutte le anime spirituali e sociali nella grande danza del cuore per ricordare un grande miracolo ma anche l’essere uniti di fronte alla bellezza della luce Divina''.
FOTO. La prima accensione nel Cortile delle Api (foto Luigi Angelino)






