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Frammenti sparsi: «Legenda Aurea»
Raccolta medievale di biografie agiografiche - di Dionigi Roggero
La «Legenda Aurea» è una raccolta medievale di biografie agiografiche scritta in latino dal frate domenicano a partire dall'anno 1260 fino alla morte dell'autore nel 1298. È ancora oggi un riferimento indispensabile per interpretare la simbologia e l'iconografia delle opere d’arte di natura religiosa. Ha avuto una grande influenza culturale, un cospicuo seguito fino all’età moderna e un'ampia circolazione. A testimonianza dell’enorme diffusione, la presenza di oltre 1400 codici manoscritti della «Legenda Aurea», subito tradotta in volgare, inferiore solo alla Bibbia. Per il Medioevo ci sono rimaste 10 edizioni in italiano, 25 in tedesco, 17 in francese, 4 in inglese, 3 in ceco e 10 in olandese. Altrettanto ampio fu il successo delle versioni a stampa, 49 dal 1470 al 1500, 28 dal 1500 al 1530 e 13 dal 1531 al 1560. Solo nel secolo successivo, con gli studi storiografici dei padri bollandisti, l’opera venne dimenticata. In ogni caso ebbe grande influenza culturale tra i maggiori artisti che vi trassero ispirazione, da Giotto nella «Cappella degli Scrovegni» a Padova a Piero della Francesca nelle «Storie della Vera Croce» nella basilica di San Francesco ad Arezzo a Vittore Carpaccio nel ciclo pittorico delle «Storie di Sant'Orsola» di Venezia. La «Legenda Aurea» è composta da 243 capitoli, uno per ogni santo, di cui i primi 182 capitoli redatti da Jacopo da Varagine, tra cui il 93mo è dedicato a Santa Margherita di Antiochia, mentre i restanti furono opera di continuatori successivi.
Dionigi Roggero
FOTO: Una pagina de La Legenda aurea, 1290 circa, Biblioteca Laurenziana, Firenze






