Notizia »

Natale al Museo

Ottava edizione con gli Invaghiti con le giapponesi Aki Takahashi (violino) e Marimo Toyoda (clavicembalo)

Tendiamo ad identificare con il Rinascimento l'apogeo dell'arte italiana degli ultimi 2000 anni, ma è un errore; la fama universale di quello che oggi si chiamerebe "italian style" arriva due secoli dopo quando diventa materiale da esportazione. Da Madrid, agli elettori tedeschi, dai palazzi napoletani fino a Londra non c''è nobile che non voglia vedere Tiepolo affrescare i propri saloni allietato dai suoni di qualche "kappelmeister" italiano.

Per cui quando domenica 15 dicembre Fabio Furnari parla di "viaggio del tempo" nel presentare questo primo appuntamento del ciclo Natale al Museo Civico di Casale (ottava edizione, ndr), in realtà ci offre da vicino la possibilità di conoscere il mondo così peculiare della prima metà del 700. Il direttore artistico e presidente dall'Associazione Culturale gli Invaghiti, ricorda il progetto culturale cominciato con l'assessore Giuliana Bussola e che adesso riprende sotto l'assessorato di Gigliola Fracchia, anche lei presente per spiegare come sia importante far vivere queste stanze attraverso le note.

Note che in questa occasione più che nel neoclassico salone del Vitoli, dovrebbero risuonare per le stanze dedicato al pittore Pier Francesco Guala. Il duo formato dalle giapponesi Aki Takahashi (violino) e Marimo Toyoda (clavicembalo) è infatti specializzato in un repertorio che va dal barocco al cosiddetto stile galante. Musica che oggi noi ascoltiamo seduti e composti, ma che all'epoca probabilmente avrebbe fatto da melodioso sottofondo mentre gustavamo un sorbetto di fronte alle ampie campiture dei soffitti di Palazzo Treville (o Filarmonica, nella vicina via Mameli, ndr).

E tuttavia il duo nipponico merita la nostra attenzione già solo per l'accuratezza filologica con cui propone compositori come Marco Uccellini (1603-1680), Antonio Bertali (1605-1669), Arcangelo Corelli (1653 - 1713), Pietro Locatelli (1695 - 1764) e persino Teodorico Pedrini (1671 1746), un rivelazione quest'ultimo perchè esportò la musica "made in Italy" persino in Cina, diventando maestrodell'imperatore Kangxi,dei suoi figli e di altri due imperatori successivi.

Di questo Marco Polo musicale il duo esegue la "Sonata settima a violino solo col basso del Nepridi op. 3" (a proposito se qualcuno trova una spiegazione sul perchè Pedrini usi l'anagramma del suo nome nel titolo ce lo faccia sapere). Aki Takahashi suona un violino barocco, copia di un Maggini del 1600, che l'acustica della sala trasforma in una orchestra, ma il pubblico è impressionato dal virtuosismo e dal piglio brillante che sa dare ad esecuzioni che tra abbellimenti e ripetizioni rischierebbero di essere leziose per il pubblico moderno.

La vera sorpresa però arriva dal suono che esce dal piccolo clavicembalo di appena 4 ottave. Se si tende l'orecchio e ci sintonizza sui toni gravi si capisce come Marimo Toyoda non intenda l'espressione "basso continuo" nel senso più scontato del termine. Ci si perde nella grazia di arpeggi e armonie che rendono l'esecuzione davvero vivace e moderna.

Dopo il bis la scena la ruba l'arte visiva.

Come spiega il conservatore Alessandra Montanera il concerto è l'occasione per presentare un riallestimento della sala del museo dedicata all'ottocento che include alcune opere di nuova entrata e il progetto "Gli imperdibili" con alcuni pezzi di maggiore importanza in evidenza rispetto alle altri. I primi due sono "La battaglia degli Albigesi" proprio del Guala e il "Vaso di gerani" di Angelo Morbelli, opera che è legata al commosso ricordo del nipote Roberto Morbelli da poco scomparso (v. altro articolo)

Il prossimo appuntamento con Natale al Museo grazie agli Invaghiti sarà giovedì 26 dicembre, sempre alle ore 16, con il Random String Quartet e musiche della tradizione natalizia, popolare e colta, dal 1700 a oggi.

Alberto Angelino

FOTO. Esecuzione domenica al Museo (foto Luigi Angelino)