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Santi, beati, venerabili del Monferrato (3)
Il beato Luigi Novarese, un filo che unisce lo spirito di Don Bosco -Padre Bonaventura Carretti da Occimiano
Il filo che unisce lo spirito di Don Bosco (sempre così chiamato, semplicemente, con affetto, anche dopo la canonizzazione) al casalese beato Luigi Novarese, è una lettera/supplica del 1930.
Luigino nasce, ultimo di nove figli, il 29 luglio 1914 da Giusto Carlo e Teresa Sassone. Una famiglia povera, di agricoltori. Non ancora decenne, a seguito di controlli dopo una brutta caduta i medici scoprono una grave forma di tubercolosi extrapolmonare che colpisce le ossa. Non esistono antibiotici, non c’è cura, solo un futuro di dolore e paraplegia. Mamma Teresa ha grande fede, prega intensamente per la guarigione di quel figlio sfortunato, che nel 1930 viene ricoverato nel sanatorio Santa Corona di Pietra Ligure, funzionante da pochi anni. La diagnosi è comunque infausta.
“Luigi ha imparato dalla mamma la devozione alla Madonna, scrive una lettera a don Filippo Rinaldi, rettore maggiore dei Salesiani, affidandosi alle sue preghiere. Il sacerdote gli risponde immediatamente, raccomandandolo all’intercessione di san Giovanni Bosco e di Maria Ausiliatrice”. Il 17 maggio 1931 è dimesso dall’ospedale completamente guarito. Ha l’età nella quale si decide cosa fare da grande, ha visto e vissuto la sofferenza dei malati e la dedizione del personale sanitario. Decide che sarà medico, ma dopo la morte della mamma nel ’35, cambia idea e sceglie la strada del sacerdozio. Dopo gli studi nel seminario di Casale, frequenta l’Almo Collegio Capranica a Roma, del quale - piace ricordarlo - sarà Rettore, dal 1983 al 1997, monsignor Luciano Pacomio, originario di Villanova Monferrato, Vescovo di Mondovì nel periodo 1996-2016.
Ordinato presbitero nel 1938, la sua attività sacerdotale si svolge prevalentemente nella Capitale. Inizia a lavorare presso la Segreteria di Stato, dove rimarrà fino al maggio 1970.
Durante la seconda grande guerra, “per venire in aiuto ai preti infermi, feriti o comunque bisognosi, fonda la Lega Sacerdotale Mariana”. Quattro anni dopo da l’avvio ai Volontari della Sofferenza. Nel 1950 è la volta della fondazione più importante, i Silenziosi Operai della Croce, uomini e donne, sacerdoti e laici, impegnati a “illuminare gli ammalati sul senso cristiano del dolore e a sostenerli attraverso opere assistenziali e di recupero professionale”. Nasce la Casa “Cuore Immacolato di Maria” a Re, nella Val Vigezzo (VB) - non distante dal Santuario dedicato alla Madonna del Sangue - che ospita corsi di esercizi spirituali e dal 2011 accoglierà una Residenza Sanitaria Assistenziale. Negli anni allestisce laboratori professionali a Balerna, nel Canton Ticino, ad Arco e a Condino in provincia di Trento, a Valleluogo di Ariano Irpino e a Moncrivello (VC).
Passa nel 1970 ad occuparsi di pastorale sanitaria nell’ambito della Conferenza episcopale, e dagli ultimi anni di quel decennio si dedica interamente alla sua opera. Fonda case di ricovero e di preghiera all’estero, organizza convegni su temi religiosi e scientifici mettendo a confronto medici e infermi, si fa promotore di corsi di esercizi spirituali per i malati psichici.
Termina il cammino terreno il 20 luglio 1984 e oggi la salma riposa a Roma nella chiesa di Santa Maria del Suffragio, in via Giulia 59 (dove portai in pellegrinaggio cento monferrini alla crociera del Giubileo, nota di Angelino).
Il 20 marzo 2010 Papa Benedetto XVI firma il decreto con il quale viene riconosciuta dalla Chiesa l’”eroicità delle virtù di monsignor Luigi Novarese, apostolo della sofferenza”. Nel Dicembre 2011 arriva l’approvazione del primo miracolo attribuito alla sua intercessione, la guarigione improvvisa ed “inspiegabile” della 56enne Graziella Paderno – è di Palestro, provincia di Pavia ma diocesi di Vercelli - sofferente per una pesante periartrite scapolo-omerale.
Viene proclamato Beato l’11 maggio 2013, nel corso di una solenne cerimonia nella basilica romana di San Paolo fuori le Mura. Sul primo Beato di origini casalesi - zio di Tere Novarese Cerutti, Cavaliere del Lavoro e presidente delle Officine Meccaniche Cerutti, scomparsa nell’autunno del 2009 – una robusta biografia (poco meno di 400 pagine) del giornalista moncalvese Mauro Anselmo.
Non ci allontaniamo troppo da Casale, a Santa Maria del Tempio, navata destra della chiesa parrocchiale, ecco l’urna con le reliquie del servo di Dio padre Bonaventura Carretti da Occimiano. Nasce nel 1708. Attratto dalla spiritualità francescana, prende i voti nel convento di Moncalvo l’8 settembre 1724. Inviato in Brasile, diocesi di Bahia, vi resta una decina d’anni. Per il clima insalubre, ha grossi problemi di salute e viene richiamato in patria. Da quel momento la sua missione si svolge nel Monferrato, terra nella quale ”spese tutto se stesso, esempio di vita povera e austera”, fino al giorno della morte, il 17 ottobre 1772. “Molti fatti prodigiosi, che segnarono la sua vita, vennero descritti nelle prime biografie e nel 1888 iniziò la causa di beatificazione”.
Alla sua figura è talvolta affiancata – anche per identico luogo di tumulazione - quella di fra Giacinto Natta, al secolo conte Federico Natta, figlio di Gabriele Natta d'Alfiano e di Maria Polissena Biandrate di San Giorgio. Nasce a Casale nel 1575, diventa avvocato, è diplomatico in molte corti europee, ma nel 1600, pare sotto l'influenza di un miracoloso salvataggio dalla morte, entra a Vicenza nell'Ordine dei Cappuccini. Muore nel 1627 “in concetto di santità”. Gli atti della sua vita, si legge a metà ‘700, “sono di già presso la Sacra Congregazione dei Santi”, ma non risulta alcuna conclusione, pur se alcune pubblicazioni storiche lo definiscono come Servo di Dio o “servo del Signore”.
aldo timossi (3 – continua)
Precedenti: don Bosco con don Filippo Rinaldi, di Lu, terzo successore alla guida dei salesiani; Sant'Evasio, Natale e Proietto. In preparazione Casimiro Barello di Cavagnolo e il beato Giacomo Abbondo di Tronzano.
FOTO. Mons. Novarese e Papa Giovanni Paolo.






