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“Dealer/Collector”

Grande volume su Gian Enzo Sperone alla Filarmonica

Nel salone d’onore dell’Accademia Filarmonica ospitata nel prestigioso, settecentesco, palazzo Treville, la presidente Serena Monina ha accolto il torinese Gian Enzo Sperone, gallerista d’arte contemporanea torinese, ambasciatore della Pop art in Europa insieme a Leo Castelli, da oltre cinquant’anni al vertice della scala internazionale del settore, dalla galleria di New York a quelle che si sono alternate tra Torino, Roma, Milano e ora nella svizzera Sent in Engadina.

Il racconto della sua straordinaria esperienza nel mondo dell’arte è emerso nel serrato dialogo con l’amico Umberto Allemandi, editore del nuovo spettacolare volume intitolato “Dealer/Collector”, curato da Tania Pistone. Raccoglie seicento opere di oltre trecento artisti commentati dai saggi di grandi specialisti e da quattro prefazioni che illustrano la figura dell’appassionato collezionista firmate da Francesco Bonami, Alvar González-Palacios, Alessandro Morandotti e Vittorio Sgarbi. Una storia personale nata da “dilettante”, con primi acquisti al “Balon”, poi continuata come accumulatore seriale tra i primi interessi per l’età greco-romana, la diffusione internazionale dell’Arte povera a partire dagli anni Sessanta, la raccolta delle tele sabaude della Clementina, fino alla vendita di un quadro di Jasper Johns all’avvocato Agnelli. Sperone ha fatto il mercante d’arte per stare vicino agli artisti. Indimenticabile l’incontro a Roma con Alberto Giacometti, oppure quello mancato con Giorgio De Chirico. La mancanza della committenza pubblica e privata e soprattutto il cambiamento del sistema dell’arte diventata seriale ha creato grossi problemi nel Novecento, caratterizzato dalla perdita dei binomio valoriale di qualità/rarità a favore dell’arte della moltiplicazione (Warhol e Fontana), esaltata da una vera e propria nevrosi del possesso. Gian Enzo Sperone aveva anche pensato di donare una settantina di opere antiche e moderne da esporre nelle Paggerie della Reggia di Venaria, ma per un malinteso la donazione non è andata a buon fine.

Così parlandone all’amico Umberto Allemandi è nato il prestigioso volume che documenta un aspetto della sua vita.

L’incontro si è concluso coll’invito dal pubblico a ritornare sulla sua decisione.

Dionigi Roggero

Foto Luigi Angelino