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Il libro su Camilla Faà a Ferrara

Nata a Casale, capitale del Monferrato nel 1599

Mercoledì 27 marzo  dalle ore 17 presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara sarà presentato il libro di Cinzia Montagna “E’ tornato il cane nero – Gli enigmi di Camilla Faà” edito dal Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato”.

Dialogherà con l’autrice Nicoletta Zucchini del Gruppo Scrittori Ferraresi, organizzatore della presentazione. L’incontro segue di alcuni anni la presentazione a Ferrara del primo volume che la stessa autrice ha dedicato alla vicenda di Camilla Faà, “Nec ferro nec igne – Nel segno di Camilla”. 

“Ringraziamo il Gruppo Scrittori Ferraresi per l’organizzazione della presentazione – indica il presidente pro tempore del Circolo I Marchesi del Monferrato, Angelo Soave – che testimonia come l’attività dei nostri ricercatori e autori possa instaurare dialoghi culturali fra territori diversi. Un metodo da sempre adottato dal presidente Roberto Maestri, scomparso lo scorso ottobre. Roberto sarebbe sicuramente orgoglioso di questo evento per il prestigio degli interlocutori e della sede ospitante e per l’evidenza che una vicenda storica così particolare come quella di Camilla Faà viene così ad assumere”. 

Nata a Casale, capitale del Monferrato nel 1599, Camilla Faà morì a Ferrara nel 1662 presso il Convento del Corpus Domini dopo quarant’anni di clausura. Divenuta damigella di corte dei Gonzaga di Mantova ad appena quattordici anni, Camilla visse una storia d’amore con il Duca di Mantova, Ferdinando Gonzaga, il quale pur di ottenerne i favori inscenò un falso matrimonio. Dal matrimonio, non valido per ragioni formali, nacque nel 1616 un bambino, Giacinto Gonzaga, che il Duca legittimò come proprio. Nel febbraio 1617 il Duca si sposò però in vere nozze con Caterina de’ Medici, figlia del Granduca di Toscana. Alla sventurata Camilla, costretta a sparire dal mondo, venne imposta la clausura nel 1622 a Ferrara. Di lei resta un memoriale scritto da Camilla stessa in clausura, documento straordinario di opera diaristica del ‘600 al femminile. 

Il libro che sarà presentato il 27 marzo alla Biblioteca Ariostea aggiorna sugli sviluppi della vicenda successivi alla pubblicazione del primo volume sul tema (2012), fra cui il restauro del ritratto di Camilla Faà conservato presso il castello di Bruno, restauro che ha rivelato la presenza di un cane nero sul quale la contessina appoggia una mano. Il cane fu nascosto da figure di libri e drappeggi in un intervento pittorico ancora oggi non datato e inspiegabile. 

Alla presentazione di mercoledì 27 marzo interverranno, oltre all’autrice, una rappresentanza del Circolo Culturale “I Marchesi del Monferrato” e una rappresentanza del Comune di Broni, località dell’Oltrepò Pavese di cui l’autrice è originaria.

Tra l'altro Broni è città gemellata con Ferrara nel nome del patrono bronese San Contardo d’Este, che proprio a Broni visse i suoi ultimi giorni mentre percorreva il pellegrinaggio da Ferrara a San Giacomo della Compostela.