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Nello spazio grazie a Reuven Feuerstein

Sandra Damnotti e il suo libro domenica in Sinagoga

Avreste mai immaginato che un pedagogista ebreo di origine rumena potesse essere determinante per costruire la stazione spaziale internazionale (o almeno i suoi componenti italiani)?

Eppure uno dei meriti di questo “Reuven Feuerstein - Storia straordinaria di un uomo straordinario”, scritto da Sandra Damnotti è davvero farci scoprire quanto quest’uomo sia connesso alla storia del ‘900 in molti modi, anche quelli insospettabili.

Domenica 10 aprile, alla Comunità Ebraica di Casale Monferrato,dopo i saluti del presidente Elio Carmi, si è svolta la presentazione di questo volume (ed Simonelli) con il giornalista de Il Monferrato Luigi Angelino che ha avuto il compito di introdurre l’autrice ricordando le sue profonde radici monferrine: nata a Casale, sposata con un casalese (“ci siamo conosciuti perché i suoi avevano una libreria e lui mi regalava i fumetti”), laurea in lettere a Torino e poi un corposo curriculum come insegnante, dirigente scolastico e appunto pedagogista.

Da qui l’avvicinamento a Reuven Feuerstein, l’autore di quello Damnotti definisce “un metodo per imparare a pensare”, diffuso in tutto il mondo e soprattutto in Italia: “Nel nostro Paese c’è lo stesso numero di centri autorizzati del metodo Feuerstein che negli USA” - rivela. Il primo è proprio quello fondato nel 1996 da lei che ha incontrato Feuerstein più volte in Israele e in Europa e nel 2017 ha ricevuto il Reuven Feuerstein Excellence Award. Insomma chi meglio di Sandra Damnotti per scrivere una biografia di un uomo veramente straordinario. “Nella cultura ebraica è compito del figlio ricordare il padre e anche se l’argomento era al centro dei miei interessi, per diverso tempo non mi è sembrato opportuno, poi il collaboratore che seguiva fedelmente Feuerstein ha editato una biografia ufficiale due anni dopo la sua scomparsa e allora ho voluto parlare oltre che della sua vita, anche della storia del suo metodo in Italia”.

Un libro indispensabile, uno dei pochissimi in lingua italiana che parlano dell’illustre pedagogista, la cui influenza va ben oltre l’apprendimento dei ragazzi.

Con Luigi Angelino, Sandra Damnotti ripercorre la vita del giovane Reuven da Botosan, in Romania, dove nacque nel 1921, alle prime esperienze di insegnante sotto l’ombra del nazismo, fino all’Aliyah, il viaggio con cui nel 1944 riesce a raggiungere Israele, dove avvenne poi l’intuizione che avrebbe cambiato la vita di milioni di ragazzi.

Accogliendo proprio i bambini sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti si accorge che, nonostante l’orrore provato, questi potevano tornare a sorridere. “Il metodo si basa sulla ‘modificabilità cognitiva strutturale’ – spiega Damnotti - dentro a ogni essere umano, qualunque sia l’esperienza che ha vissuto, c’è il potenziale per modificarsi e apprendere di nuovo. Si può cambiare a qualsiasi età e in ogni situazione”.

Ci sono diverse curiosità sull’applicazione del metodo in Italia, e non solo nel campo della didattica per bambini: una è appunto la formazione degli operai dell’Alenia durante la riconversione industriale dell’azienda in aerospaziale (quindi, appunto, se la ISS orbita su di noi è merito anche di Feuerstein), ma anche il sostegno ai lavoratori dell’Olivetti in via di dismissione che ha permesso a molti di loro di essere nuovamente assunti e infine un progetto che ha portato il metodo nelle scuole di Casale (merito dell’allora assessore alla pubblica istruzione Titti Palazzetti e delle professoresse Laura Ombra e Margherita De Martini).

Alla fine si esce dalla presentazione con l’idea che per ogni persona capace di combinare guai sulla faccia della Terra l’umanità ne crei una in grado di ripararli.

E questo vale tanto nelle grandi che nelle piccole storie. “Il Metodo Feuerstein è qualcosa di utile al quotidiano – conclude Damnotti – Non c’è giorno che io studiandolo non impari qualcosa di nuovo e riesca a fare cose che prima non riuscivo a fare”.

a.a.