Notizia »
Il saggio di Pietro Gallo in Sinagoga
Alla Comunità Ebraica di Casale Monferrato, in una sala Carmi non pienissima nel giorno in cui si sono succedute le ordinanze sanitarie, domenica 23 febbraio si è parlato di un secolo cruciale nella storia locale presentando “Europa in Colle – Transumanze militari in Monferrato nel seicento”. E' il saggio in cui Pietro Gallo racconta la storia del territorio nel periodo che va dalla costruzione della Cittadella di Casale Monferrato (1593) fino all'assorbimento del Monferrato nel piemonte savoiardo (1706). Per inciso è un secolo che comprende anche la peste manzoniana, ma con molto tatto nessuno l'ha menzionata.
L'incontro è stato preceduto da un intervento dell'Assessore all'Ambiente del Comune di Casale, Maria Teresa Lombardi, che ha portato il saluto del Sindaco Federico Riboldi impegnato nel gestire i risvolti locali della crisi sul Coronavirus. Ci sono però due sindaci al tavolo dei relatori in rappresentanza degli Enti che hanno sponsorizzato l'edizione del libro: sono Massimo Pasciutta di Ottiglio e Emanuele De Maria di Conzano che ringrazia Pietro Gallo per il suo impegno nell'andare a spulciare i piccoli archivi del Monferrato incrociando migliaia di dati storici.
Completa il tavolo dei relatori un altro riconosciuto ricercatore monferrino: Carlo Aletto, che ricorda come il volume completi “Il Ducato di Monferrato tra Francia e Spagna” dello stesso autore, definito tra i più prolifici e profondi a livello locale.
Il saggio comincia proprio con la costruzione della cittadella di Casale che, per inciso, non era così gradita in città nel timore profetico che sarebbe diventata un motivo di contendere tra potenti. Ma la Casale dei Gonzaga ha sempre meno autonomia, la cittadella si costruisce e diventa determinante allo scoppio della guerra delle Fiandre, quando per Monferrato devono transitare le truppe e l'argento spagnolo sbarcate a Genova. Gallo ricorda come la storia della Comunità Ebraica sia estremamente intrecciata nelle vicende di quel periodo che vedono tra l'altro la costruzione e l'abbellimento della Sinagoga. La chiama: “La borghesia a costo zero, perchè non aveva alcun diritto, ma teneva in piedi le imprese del territorio”. Imprenditori peraltro a cui vengono concesse licenze con l'idea che più guadagnavano più sarebbero stati tartassati, la comunità casalese ha però anche un ruolo diplomatico tenendo contatti con le comunità di Mantova, Venezia e persino i Paesi Bassi. E infine volente o nolente gli ebrei casalesi contribuirono in modo determinante alla costruzione della cittadella. Opera che fu un divoratore di fondi per l'Intero Monferrato, sia durante la realizzazione, sia per mantenere i 6000 uomini di guarnigione, lasciando senza risorse e senza senza difese il resto del territorio.
Gallo è bravo a riassumere le vicende di uno scacchiere politico complesso, con alleanze, patti, intrighi, battaglie, molte delle quali commesse in luoghi che ci sono oggi più famigliari più per i vigneti che non per le atrocità dei vincitori (come il massacro di Vignale ad esempio). Lo smantellamento della cittadella sancirà la pace, ma anche la fine del ducato del Monferrato e la sua importanza europea e forse è stato meglio così.
Domenica 1 marzo la stagione culturale della Comunità Ebraica di Casale Monferrato prosegue alle 16 in Sala Carmi con la presentazione del volume L'intellettuale Antifascista, ritratto di Leone Ginzburg di Angelo d'Orsi, Ingresso libero.
Alberto Angelino






