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Buon Natale da "Il Monferrato"

Con l'immagine del quadro di Macrino d'Alba (Madonna in adorazione del Bambino con i santi Giovanni Battista, Giacomo, Agostino e Gerolamo) al Santuario di Crea e la bella favola di Paolo Testa l'augurio a tutti i monferrini di un sereno Natale.

Parlando di qualcuno che se la passi male, si usa una vecchia massima che dice: “vita da cani”! Mi sono sempre chiesto perché non si possa dire ugualmente “vita da gatti”! Ma si sa, “loro” sono una razza privilegiata, anche in questo. Forse il mio è un ragionamento di parte, ma è ovvio farlo dal momento che sono un gatto...

Con questi pensieri, Red se ne andava gironzolando per le vie del quartiere. Non si sa chi, né quando, gli diedero quel nome, però è facile scoprirne il motivo: Red aveva il pelo rosso, rosso tigrato di bianco, o viceversa, questo non importa, quello che appariva subito evidente era quel bel colore rosso che si notava anche da lontano. gatto non è facile essere allegri e ben disposti quando si è randagi, praticamente senza fissa dimora, senza un posto caldo e asciutto per svernare, senza la certezza quotidiana del cibo, senza la presenza di una mano amica che faccia qualche coccola, senza una gamba contro cui strofinarsi e fare le fusa.

Si, quello di cui Red sentiva maggiormente la mancanza era l’affetto di una famiglia. Rammentava ancora di quando ne aveva L’umore di Red, come avrete certamente capito, non era dei migliori, ma per un avuta una, anche se non per molto tempo; l’avevano accolto un mattino che, vagabondando, era finito nel loro cortile. Si ricordava, soprattutto, del loro bambino: era piccolo piccolo e quando lo vedeva rideva sempre contento, gli sfiorava il pelo con le sue manine piccole piccole ed aveva un buon odore di latte.

Ma un giorno, e Red non si seppe mai spiegare il perché, quella famiglia caricò sull’automobile pacchi e valigie e se ne andò via lontano, lui continuò per parecchio tempo a frequentare quel cortile e ad aspettarli ma fu tutto invano. Non tornarono più. Così passarono i giorni ed i mesi, Red nel suo girovagare ogni tanto tornava nel cortile, si fermava ad osservare la porta, lanciava qualche miagolio, ma niente da fare, l’uscio rimaneva sempre chiuso. Ultimamente ci andava di rado, senza molta convinzione, più che altro era rimasta un’abitudine, un’ostinata abitudine.

Quando passava nel vicolo adiacente, il gattone grasso e flaccido dei vicini, altezzoso, lo apostrofava pungente: - Ciao Red, non ti dai per vinto eh? Te l’ho già detto tante, troppe volte. Ormai i tuoi vecchi padroni non ritorneranno. Rassegnati. Non ti volevano bene come i miei lo vogliono a me. Sei e resterai un randagio per sempre. 

- Non è vero Ciuffo, vedrai che presto faranno ritorno, la loro è un’assenza solo momentanea...- Diceva queste parole con un residuo malinconico d’orgoglio, ma sapeva in cuor suo che Ciuffo purtroppo aveva dannatamente ragione.

Gli veniva voglia di piangere, ed allora correva via lontano. Ultimamente aveva scovato un nuovo rifugio nel quartiere, un posto che era sorto all’improvviso un mattino di quel gelido inverno. Nel cortile interno della vecchia chiesa dei frati infatti un giorno era apparsa una specie di capanna, dove all’interno c’era una famigliola composta da madre, padre e figlioletto; i genitori, pur standosene sempre immobili, quando lui andava ad accucciarsi sulla paglia vicino alla culla, non lo mandavano mai via.

Ed il bambino! Com’era bello il loro bambino! Era piccolo piccolo ed assomigliava molto al padroncino di Red. Quella sera faceva molto freddo e per di più era scesa un’abbondante nevicata che continuava ad imperversare sulle strade e sulle cose. Red aveva le zampette intirizzite ed il pancino brontolava per la fame.

Aveva vagabondato tutto il giorno alla ricerca di cibo, ma era stato tutto inutile, si era solo riempito di freddo e di umido e poi, da qualche giorno, si sentiva sempre più debole e stanco. Come era solito fare da qualche tempo, tornò alla capanna e si sdraiò vicino alla solita culla. Lì almeno era al riparo. E poi, com’era bello quel bambino! Quella sera particolarmente, e a Red parve persino che odorasse di latte. - Che bello se potessi restare per sempre con te...- Con questo pensiero, Red si addormentò e sognò che quel bambino allungasse una mano piccola piccola e lo accarezzasse. Il mattino seguente era Natale.

I fedeli giunti per assistere alla santa messa, passando davanti alla capanna, trovarono una sorpresa: accovacciato e dormiente, dinanzi alla culla del Bambino Gesù, tra le altre statue, vi era un gatto di gesso. La nuova statua era dipinta con il pelo rosso, rosso tigrato di bianco, o viceversa, questo non importa, quello che appariva subito evidente era quel bel colore rosso che si notava anche da lontano.