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Un fortuito Castagnoli day
Sabato 30 aprile a Casale
Per i casi fortuiti della vita, sabato 30 aprile a Casale ci sarà un Giulio Castagnoli day tre appuntamenti con legati al noto compositore classico, casalese d'adoziome, in gran parte dovuti dalla concomitanza nella stessa data del festival Echos organizzato da Sergio Marchegiani e con il concerto del Casale Coro (di cui Castagnoli è pure direttore) insieme allo svizzero Berner Musikcollegium e il Singkreis Thun e Bethlehem di Berna. Ecco i vari concerti:
- alle 15.30 il violinista Francesco Comisso eseguirà (tra altri brani) nel Coro di Santa Caterina il "Canto Antico" scritto da Castagnoli nel 2009 per il compianto Massimo Marin, che lo eseguì molte volte, una delle quali nel nostro Teatro;
- alle 16:30 il violoncellista Dario Destefano eseguirà presso la storica (e splendida) Biblioteca del Seminario di Castagnoli "Kaddish" del 2011 e "Quattro Poemetti" del 1993, una commissione di Radio France, che furono eseguiti in prima nella grande Salle Messiaen di Radio France a Parigi da Alain Meunier;
- alle 21 l'Orchestra Musikcollegium Bern diretta da Hervé Grélat eseguirà in prima assoluta in San Domenico di Castagnoli la "Ouverture (Had Gadyà Monferrina)" del 2019, basata sull'antico canto ebraico monferrino La crava del Seder di Pesach e sulla nostra danza popolare, la Monferrina. Il lavoro è stato commissionato dal Berner Musikcollegium e sarà ripetuto a Berna domenica 8 maggio: te ne invio in allegato la locandina.
Quest'ultimo merita una spiegazione, dalla introduzione: la partitura è uno studio sulla tradizione in musica, e si ispira a fonti di diversa provenienza. Due musiche popolari del Monferrato ne costituiscono l'impalcatura melodico-armonica: sono la danza detta La Monferrina (dalla suddivisione ternaria) e la melodia che chiude il Seder di Pasqua dell'antica comunità ebraica locale, La Cavra (il capretto), registrata da Leo Levi nel febbraio del 1952.
Si tratta di un canto strofico ripetuto “ad accumulo” secondo l'andamento del testo, il quale è comune all'ebraismo di tutto il mondo, anche se espresso con melodie e lingue del tutto differenti (in questo caso si tratta del dialetto monferrino mescolato a termini dell'ebraico biblico). La fonte che ha ispirato il clima espressivo dell'Ouverture proviene dall'arte figurativa, ed è il ciclo di illustrazioni sulla Chad Gadyà (il testo in aramaico del Capretto) pubblicato dal pittore ebreo russo El Lissiztky a Kiev nel 1919, di cui si riporta in copertina Il fuoco. “Con fuoco vivace” si chiude, infatti, la composizione dalla durata di circa 6 minuti e 45 secondi.FOTO. Castagnoli con il compianto vescovo Zaccheo alla conclusione della sua Missa Sancti Evasii eseguita in Duomo (foto Luigi Angelino)






