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E si finisce in cantina...

Divino in vino sabato in Seminario

Presso il Refettorio al piano terreno del Seminario Vescovile di Casale, sabato si è tenuta alla presenza di un nutrito pubblico, l’incontro “Divino in vino” curato dal sommelier Denis Mazzucato della delegazione casalese dell’AIS Piemonte.

Ha introdotto Salvina De Grandi.

Per Mazzuccato un excursus sulla presenza del vino all’interno delle religioni, dalla sua nascita in Medio Oriente fino al suo rapporto con il cristianesimo. Apertura con una citazione di Mario Soldati: "Il vino è per l'anima ciò che l'acqua è per il corpo".

Pur invitando a un consumo assai più moderato rispetto al passato quando le feste di Bacco (Dionisiadi,ndr) venivano celebrate mediante l’assunzione di consistenti quantità di vino, la religione cattolica è sempre stata legata al frutto della vite. Si è, infatti, riflettuto su come per i cristiani il vino indichi la dimensione dello stare insieme, della tavola e della comunità.

La Chiesa, tuttavia, ebbe un ruolo fondamentale anche nella coltivazione e nella produzione del vino: dai monaci cistercensi a Pierre Pérignon (monaco benedettino il cui nome è ricordato da uno degli champagne più celebri) si è concluso con un accenno alla Diocesi di Casale Monferrato dove è noto che furono proprio i canonici della Cattedrale a introdurre la coltivazione della vite su una vasta porzione di terreni del Capitolo (consigliavano il Barbesino, ossia il Grignolino).

Prima di terminare l’incontro, una sorpresa assai gradita sia per i partecipanti che per gli organizzatori: Primo Canato, 84 anni portati alla grande, titolare insieme al figlio Marco della Canato vini di Vignale Monferrato, ha raccontato il suo particolare legame con le cantine del Seminario. Da ragazzo aveva iniziato a lavorare come mezzadro presso la cascina Baldea le uve della quale venivano portate nelle cantine del Seminario per la vinificazione.

La serata si è conclusa proprio con la visita a una porzione di quelle cantine destinate a conservare il vino per i seminaristi e aperte al pubblico per la prima volta.

La loro storia l'ha illustrata Manuela Meni.

L’iniziativa si inseriva nel programma delle giornate di valorizzazione del patrimonio culturale ecclesiastico promosse dalla CEI grazie ai fondi 8xmille che per il corrente anno avevano avuto come tema la comunità.

Da aggiungere all'entrata l'esposizione di mappe catastali di vigneti del capitolo di Santa Maria di Piazza la chiesa esistente in piazza Mazzini. Un inizio che meriterebbe una pubblicazione

c.m.-l..a

foto ellea, in cantina