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In gioco al Museo Nazionale del Risorgimento

Torino, mostra curata da Ermanno Tedeschi - Bistolfi e Nino Campese

All’interno delle sale del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, situato in Piazza Carlo Alberto 8 a Torino, curato da Ermanno Tedeschi sino al 5 0ttobre e' allestita la mostra "In gioco"   un  immersione in un affascinante intreccio che lega giochi rari dell’Ottocento, bambole Lenci affiancate dai bozzetti di Mario Sturani e Marcello Dudovich, libri animati, marionette, reperti di antropologia criminale e splendide opere di artisti contemporanei.

L’itinerario espositivo si snoda attraverso cinque sezioni tematiche che superano la rigidità cronologica per focalizzarsi sulle funzioni sociali e culturali del gioco. 

Si parte da Il gioco che educa, dove giocattoli e libri interattivi contribuivano a costruire l’identità della nazione appena unificata , per poi passare al Focus Pinocchio. Qui il celebre burattino di Collodi (l'autore è noto anche come patriota nelle Guerre d’Indipendenza) diventa l’archetipo dell’infanzia, arricchito dalla potente marionetta in ferro di Orna Ben-Ami.
Tra le sezioni, Il gioco per non dimenticare, raccoglie carte prodotte a mano dai detenuti studiati da Cesare Lombroso, oggetti nati negli ospedali psichiatrici torinesi e manufatti dei mutilati della Grande Guerra: una testimonianza del gioco come atto di sopravvivenza e dignità. 

Infine, Il gioco per diventare grandi esplora la trasmissione dei ruoli sociali, includendo un delicato bronzetto di Leonardo Bistolfi "bambina su cavallo a dondolo " collezione regione Piemonte e un approfondimento sulla disabilità , mentre Il gioco dell’arte mette in mostra la creatività di maestri come Alessandro Mendini, Ezio Gribaudo, Daniele Basso, Gianni Cella, Liliana Porter e Nicola Bolla , da rilevare un opera  molto bella del casalese Nino Campese -foto- di collezione privata sul tema del gioco della palla.
Piergiorgio Panelli