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Ai confini del mondo

Con la Eandi Candiani, Vidua, Massaja, Cavalli Molinelli, Augusto Franzoj

Ne avevamo già accennato alla presentazione al Salone del Libro di Torino, si trattava di un libro della Fondazione Eandi “Piemontesi ai confini del mondo” in cui Davide Mana presentava 22 storie di religiosi, militari, diplomatici, distintisi in ogni angolo del globo. Ci eravamo soprattutto soffermati (avevamo avuto in anteprima il capitolo su di lui in pdf) sull’ammiraglio conte Camillo Candiani di Olivola, comandante la spedizione in Cina contro i Boxers. 

Ora abbiamo ricevuto il libro e possiamo spaziare su altri personaggi “locali”. In primis il conte di Conzano Carlo Vidua (1758-1830) e subito si ricorda la sua permanenza in Egitto e le trattative con Drovetti per l’acquisto per 400 mila lire dei reperti che furono il nucleo del Museo Egizio di Torino. Una bella citazione tratta da un articolo di Roberto Coaloa sulla rivista Savej: “Il viaggio in lui assume un ruolo centrale proprio in funzione di un arricchimento del proprio vissuto culturale, non quindi da intendersi come un sintomo di irrequietudine romantica, ma rivelatore di uno spirito realistico…”. La morte il 25 dicembre 1830 per le ustioni riportate durante la visita a una solfatara-vulcano; la salma riposa alla abbazia di  San Maurizio di Conzano (aggiungiamo in navata sinistra con una lapide che è quasi una biografia di wikipedia).
Prosegue il libro “Nel 1809 mentre il Vidua si laurea alla Università di Torino vede la luce un altro personaggio la cui avventura sarà legata in un certo qual modo al mondo del Nilo…”.
E’ Lorenzo Antonio Massaja, settimo di otto figli, la nascita l’8 giugno alla frazione Braja di Piovà, provincia di Asti, ma, la storia non è acqua, ultimo baluardo del Marchesato del Monferrato. Dopo l’ordinazione sacerdotale (frate cappuccino) e anni di insegnamento è in predicato per la sede episcopale torinese ma preferisce la vocazione missionaria. Nel 1846 il Papa lo nomina vicario apostolico tra i Gallia dove passò 35 anni, sintettizza Davide Mana: “Durante la sua permanenza africana Massaja percorre oltre settemila chilometri a piedi o sul dorso di animali, effettua quattro pellegrinaggi in Terra Santa e sette traversate del Mediterraneo…”. La sua fama è notevole gli indigeni lo hanno battezzato “Abuna Messias”. Rientrato in Italia viene elevato cardinale nel 1884; muore il 6 agosto 1889, all’annuncio il pontefice Leone XIII esclama: “E’ morto un santo”. 
Altro personaggio è Achille Cavalli Molinelli relativamente poco conosciuto, non per inostri lettori visto che gli dedicammo il Viaggio d’autore 111 alla natia Sale nel Valenzano e chi scrive ricorda ancora la stanza dell’orso nella casa di via Mentana.
Cavalli, medico ed esploratore, era nato a Sale il 18 dicembre 1865; come membro del corpo sanitario militare viene segnalato (da Cagni) e viene scelto dal Duca degli Abruzzi come membro della spedizione sulla Stella Polare al Polo Nord. Qui comanda anche parte della corsa verso il Polo con tredici slitte trainate da 102 cani. Partecipa inoltre a una circumnavigazione del globo di due anni nel 1903 sempre al comando del Duca degli Abruzzi. Si spegne nel 1958 a Sale. 
Relativamente vicino a Casale (42 km) è San Germano Vercellese patria (1848) di Augusto Franzoj giornalista (con record di duelli) poi esploratore in Africa con l’intento (riuscito) di recuperare i resti dell’esploratore Giovanni Chiarini. Quasi un romanzo. 
In chiusura ci piace dedicare queste note  - come leggiamo in una lapide al cimitero di Coniolo, paesino sopra il Po- a “Giuseppe Agnolotti. 26-7-1936-Agosto 1983. Scomparso tra i ghiacci della grande torre bianca a Upernavik, Groenlandia”, con una foto che quasi ci ricorda Bonatti…
Luigi Angelino
FOTO. Cardinal Massaja (per g.c., © Archivio Provinciale Cappuccini del Piemonte).