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Milano ricorda Morbelli

Mostra alla Galleria d’Arte Moderna inaugurata giovedì 14 marzo dal sindaco Giuseppe Sala

A cento anni dalla scomparsa, avvenuta a Milano il 7 novembre 1919, il Comune e  la Galleria d’Arte Moderna di Milano rendono doveroso omaggio ad uno dei principali protagonisti della grande rivoluzione divisionista con la mostra “Morbelli 1853-1919”. Curata da Paola Zatti con la collaborazione di Alessandro Oldani, Giovanna Ginex e Aurora Scotti, è ospitata nelle sale di Villa Reale Milano (Via Palestro, 16). 

Sarà inaugurata giovedì 14 marzo dal sindaco Giuseppe Sala (sarà presente una delegazione della Colma di Rosignano) e resterà aperta al pubblico da venerdì 15 marzo fino a domenica 16 giugno 2019 (da martedì a domenica, ore 9-17.30; lunedì chiuso). 

L’importante rassegna documenta con una trentina di quadri i diversi aspetti della produzione artistica con opere appartenenti alle collezioni della Galleria stessa e provenienti dai più importanti musei italiani e stranieri, di particolare interesse i capolavori che attestano la ricerca cromatica e la sperimentazione delle soluzioni divisioniste dell’artista, milanese di adozione e monferrino di origini. 

Del resto l’iniziativa della mostra del centenario, partita nella primavera del 2017 dalla Colma di Rosignano, e la successiva realizzazione hanno avuto il costante e attivo sostegno dell’associazione culturale “Amis d’la Curma”, nata coll’intento di valorizzare la figura di Angelo Morbelli e del Monferrato. Sarà disponibile il catalogo edito da Silvana Editoriale, con saggi di importanti studiosi e storici dell’arte, tra cui Aurora Scotti. 

La storica dell’arte, grande esperta del Divisionismo, è stata recentemente accolta a Villa Maria da Roberto Morbelli e dalla presidente degli “Amis d’la Curma” Annita Rosso per osservare attentamente, nell’atelier dell’artista, le antiche fotografie, i documenti d’archivio, i preziosi volumi della libreria e gli arredi che sono stati muti testimoni di alcuni dei più bei quadri di paesaggio, presenti in mostra, con scene sull’amato giardino della residenza estiva della famiglia Morbelli. 

Dionigi Roggero

Per saperne di più. Angelo Morbelli, figlio di Giovanni, funzionario statale, originario di Casale  e di Giovannina Ferraris, cominciò l’attività artistica in campo musicale, ma dovette presto abbandonare, in quanto affetto da una sordità progressiva. Si dedicò alla pittura e all’Accademia di  Brera  fu allievo di Giuseppe Bertini. Nel 1880 l’esposizione a Brera dell’opera Goethe morente, lo rese noto al grande pubblico.

A partire dal 1883 i temi pittorici di Morbelli si orientano verso l’interpretazione della realtà. In particolare cominciò a rappresentare gli anziani ricoverati nel Pio Albergo Trivulzio. All’inizio degli anni Ottanta sposò Maria Pagani, che gli ispirò molti quadri sul tema della maternità (dalla moglie ebbe quattro figli). La tecnica del Morbelli, cominciò progressivamente ad adottare la scomposizione dei colori e intorno al 1890 abbracciò il Divisionismo.           

Solo una considerazione, Milano (e non solo) ricorda Morbelli. E Casale?            (l.a.) 

FOTO. 'Alba domenicale' dalla Colma