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Armonie in Val Cerrina

Inizio sabato 17 settembre al Santuario di Crea

Il rallentamento delle manifestazioni dovuto al covid ha colpito anche i concerti della Val Cerrina, da due anni di numero dimezzato, ma non ha scalfito la passione mai venuta meno, degli organizzatori Anna e Gian Paolo Bardazza che confermano: “Rimane inalterata, seppure ridotta la caratteristica dei nostri eventi musicali volti a promuovere la grande musica tenendo presente il risvolto culturale ed economico per un territorio ricco di valore nei suoi vari aspetti specialmente paesaggistici, ancora poco conosciuti, quale è la Val Cerrina che è parte del nostro ambito casalese” costituendo altresì un esempio per far conoscere la “musica d’arte” come la definiva Maurizio Pollini.

Anche per quest’anno, alla 23a edizione del festival, già ampiamente apprezzato dai critici con lusinghieri commenti e inserito fra i prestigiosi appuntamenti musicali europei, viene conservata la formula sperimentata negli ultimi due anni, di garantire gli attesi appuntamenti in chiese sufficientemente capienti di località gradevoli con ampi posteggi, in cui si esibiranno solisti ed ensemble giovanili di alto livello artistico che hanno già raggiunto notorietà e premiazioni.

Una prima conferma si avrà sabato 17 settembre al Santuario di Crea con il Quartetto Nous, un gruppo italiano nato 11 anni fa con una formazione musicale a Cremona all’Accademia W. Stauffer, nella classe del celebre Quartetto omonimo.

La prima parte del pomeriggio musicale di Crea vedrà la partecipazione del clarinettista Tommaso Lonquich che ha ormai raggiunto il firmamento stellare di solista in sale e con orchestre internazionali: la sua presenza al festival valcerrinese rappresenta un avvenimento straordinario, un’occasione per ascoltarlo dal vivo da non perdere.

La scelta del programma musicale è adeguata all’eccellenza degli interpreti: nella prima parte sarà eseguito il Quintetto op.115 di Brahms, considerato la più importante opera del settore del compositore tedesco a cui seguirà il Quartetto n 6 op. 80 di Mendelsson, giudicato il suo ultimo capolavoro.

Mario Giunipero

 

FOTO. Tommaso Lonquich