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Concerto per i 500 anni della Riforma luterana - Presente il neo vescovo Sacchi
Nella sacrestia monumentale del Duomo
Inserito nel ciclo “Declinazioni d’arte ai tempi della Riforma”, serie di iniziative con le quali le diocesi di Acqui, Alessandria, Asti, Tortona e Casale celebrano i 500 anni della Riforma luterana, il concerto di venerdì pomeriggio scorso, nella sacrestia monumentale del Duomo, ha visto la partecipazione di un illustre culture di musica, il neo vescovo casalese mons. Gianni Sacchi.
Protagonisti del pomeriggio musicale sono stati Massimo Gabba al clavicembalo e il musicologo Stefano Baldi.
L’appuntamento non ha avuto tanto come tema un organico raffronto tra la musica cattolica e quella protestante – ontologicamente diametralmente opposte nelle loro due forme musicali caratteristiche (il cattolico canto gregoriano e il corale luterano), benché il ciclo intenda dimostrare il contrario – quanto un’antologica esposizione della produzione musicale a Casale nel Cinquecento.
Introdotto, di volta in volta, dalle presentazioni di Baldi, Gabba ha proposto con candida vitalità il “Kyrie” dalla Messa della Madonna di Josquin Desprez, brano originariamente vocale e poi trascritto (intavolato) per tastiera; “O gloriosa domina” di Giaches de Wert, maestro di Cappella dei Gonzaga a Mantova; “Amy souffrez” di Pierre Moulu, piacevole autore dallo stile nettamente di scuola Desprez; “Pavana della Battaglia – Salterello – Tedeschina” tratti dal manoscritto di Castell’Arquato; Sonata terza sopra l’Arie della “Romanesca” di Salomone Rossi, autore ebreo alla corte dei Gonzaga probabilmente attivo anche a Casale; “La Comaschina” e “Decantabat populus Israel” di Flaminio Tresti, pagine trascritte da Baldi ed eseguite da Gabba, in questa circostanza, in prima esecuzione moderna. A chiusura di concerto, brani di autori celebri come Girolamo Frescobaldi, che fu al servizio di Ferdinando Gonzaga (“Toccata settima” dal II Libro di Toccate e “Canzona prima”), e i luterani Heinrich Scheidemann (“Fantasia” in Sol) e Dietrich Buxtehude (“Praeludium” in Sol BuxWV 163).
Mattia Rossi






