Notizia »

Una cantata eseguita dopo 286 anni

Uno straordinario reperto legato a un singolare protagonista della cultura europea: una cantata scritta per la Sinagoga di Casale che ritorna ad essere eseguita in vicolo Salomone Olper dopo 286 anni. 

 

Dopo aver passato la scorsa domenica tra i dolci della festa di Sukkot il prossimo appuntamento alla Comunità Ebraica di Casale, domenica 27 ottobre, sarà meno gastronomico, ma culturalmente altrettanto stimolante.

Intanto nello stesso giorno il nome di Casale sarà in evidenza a Firenze, dove alla Galleria degli Uffizi si inaugura “Tutti i colori dell'Italia Ebraica”, con alcuni tessuti provenienti dal museo ebraico di Casale.  Nella stessa Casale alle 16 in Sala Carmi viene invece esposto un altro reperto che raramente è mostrato al pubblico. Si tratta del manoscritto appartenuto a un personaggio singolare nella storia europea: Sir Moses Montefiore (1784/1885, foto), relativo a musiche eseguite presso la sinagoga di Casale Monferrato nel 1733 in occasione della festa di Hosha'anà Rabbà.  Ma non ci si limiterà a osservarlo: quell'antica musica tornerà ad essere eseguita in Sinagoga grazie al Coro Gesher diretto da Erika Patrucco.

 

La storia del manoscritto è singolare: nella Collezione Ginzburg della Biblioteca Russa di Stato a Mosca, il musicologo israeliano Moshè Gorali ha ritrovato negli anni sessanta tre cantate per la celebrazione di Hosha’ana Rabbà, le prime due sono state pubblicate in edizione critica da Israel Adler, invece della cantata del 1733 esistono altri due esemplari, conservati a Londra (Jew’s College, Montefiore Collection Ms. 373) e a Gerusalemme (Schocken Institute for Jewish Reserch, Ms. 67).

Uno di questi splendidi esemplari, appartenuto a Lord Moses Montefiore, contenente una Cantata eseguita a Casale Monferrato la sera di Hosha’ana Rabbà del 1733 è stato donato agli ebrei casalesi da un generoso amico antiquario. Con gioia ed emozione le melodie torneranno ad essere eseguite in Sinagoga a Casale Monferrato grazie al coro Ghescher, una formazione che gravita proprio attorno alla Comunità, formata da giovanissimi interpreti e che, anche in passato, ha riproposto musiche e canti della tradizione ebraico monferrina, grazie anche alla competenza e alla dedizione del compositore Giulio Castagnoli.

 

SIR MOSES MONTEFIORE

Nacque a Livorno nel 1784 in una famiglia di origine ebraica che aveva preso il nome del luogo originario, Montefiore dell’Aso nelle Marche. Accumulò una fortuna come banchiere a Londra tanto che  la regina Vittoria lo creò baronetto. Dopo essersi ritirato dagli affari nel 1824, si dedicò alla filantropia per il resto della sua lunga vita, cercando di alleviare le sofferenze degli ebrei di ogni parte del mondo.

Nel 1840, insieme all’ebreo francese Adolphe Crémieux, si recò presso il chedivè d’Egitto Mehmet Ali per convincerlo a riaprire le indagini sul cosiddetto affare di Damasco, che aveva visto condannare senza reali prove dieci ebrei per l’omicidio di un religioso di origine italiana, Tommaso da Calangianus. Il chedivè inizialmente concesse la grazia ai condannati; poi, a seguito delle rimostranze dei due, senza però riaprire il processo, li assolse da ogni accusa. Nel 1846 si recò in Russia. Nel 1857 andò a Gerusalemme: constatate le precarie condizioni di vita degli ebrei della città santa, comprò un terreno dal sultano turco su cui edificò le prime venti abitazioni per operai e contadini nonché un mulino.

Nel 1858 si recò a Roma per cercare di liberare il piccolo ebreo Edgardo Mortara, battezzato dalla cameriera, tolto alla famiglia e rinchiuso in un convento. Inoltre si recò in Marocco nel 1864, in Romania nel 1867 e di nuovo in Russia nel 1872, sempre per casi similari e sempre armato solo della diplomazia britannica. Anche se questi viaggi furono forse senza successo, ebbero però il merito di risollevare il morale alle comunità ebraiche dell’Europa orientale, del Nordafrica e del Levante.

Ebbe contatti con i riformatori sociali del tempo, fu attivo nelle iniziative pubbliche volte ad alleviare la persecuzione delle minoranze in Medio Oriente e altrove, e collaborò strettamente con le organizzazioni impegnate nell’abolizione della schiavitù.

Un prestito governativo finanziato dai Rothschild e da Montefiore nel 1835 permise al governo britannico di compensare i proprietari terrieri e di abolire la schiavitù nell’impero coloniale. Si trova menzione di Montefiore nei diari di Charles Dickens e nell’Ulisse di James Joyce.

Come molti riformatori del suo tempo, impegnati sul fronte dell'uguaglianza sociale, Montefiore fu massone: membro della Loggia “Moira” di Londra e della Loggia “Giuseppe Mazzini” del Cairo. A suo nome è intitolata la Loggia londinese “Montefiore Lodge” N.1017 e in suo onore è stata creata a Mihaleni (Romania) nel 1885, anno della sua morte, la Loggia “All’Amicizia”.

 

Ingresso libero 

per informazioni 0142 71807  HYPERLINK "http://www.casalebraica.org/"www.casalebraica.org