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Inaugurazione della prima sezione del Mod
Valenza, Museo dell’Oreficeria Diffuso
“Consegniamo un piccolo inizio di un progetto grande e ambizioso”. Così Costanza Zavanone, Assessore alla Cultura del Comune di Valenza, all’inaugurazione della prima sezione del Mod, acronimo di Museo dell’Oreficeria Diffuso, che contempla una ‘vetrina’ nello storico complesso di San Domenico (sede dell’ex scuola elementare Carducci) all’interno della quale è stato allestito un antico laboratorio orafo, affiancato da un forziere del XV Secolo appartenuto a una antica famiglia di orafi faentini che Stefano Verità aveva acquistato per conto dell’Associazione Orafa Valenzana nel periodo in cui ricoprì il ruolo di Presidente (Verità, scomparso a marzo, ha lasciato in dote alla cittadina dell’oro anche il Dizionario Enciclopedico del dialetto valenzano, nda) e ora concesso in comodato al Comune da parte del gruppo di aziende orafe ex Aov.
Alle spalle del laboratorio la riproduzione di un’immagine storica, appartenente al ricco archivio di Lia Lenti, riproducente un laboratorio orafo del 1923. “La fotografia originale – ha spiegato Costanza Zavanone – era 10 per 15 cm”. La presentazione è stata affiancata dalla mostra “Ritratto di Signora con gioiello”, scatti di Walter Zollino già presentati nei mesi scorsi al Centro Comunale di Cultura. Nei prossimi giorni si provvederà al secondo step del progetto, che comprenderà siti fisici e virtuali e che ingloba al suo interno spazi espositivi temporanei e permanenti dislocati per la città caratterizzati da una continua dinamica, eventi e giornate di studio oltre al sito HYPERLINK "http://www.archiviorafivalenza.it" www.archiviorafivalenza.it: nella rotonda di largo Costituzione “verranno posizionati un bilanciere, un tornio e un trafilatore” ha aggiunto il vice sindaco Luca Ballerini. Da oggi è quindi possibile prendere visione del primo nucleo del museo diffuso transitando in via IX febbraio dove la vetrina riporta alla memoria l’arte orafa degli anni che furono: all’inaugurazione non sono mancati imprenditori e orafi storici, fra cui anche Giovanni Bosco, attuale presidente dell’Anpi di Valenza, classe 1933, casalese (“ho iniziato da panettiere a Cantone Grassi, prima di trasferirmi a Valenza per imparare il mestiere di orafo”), che non ha perso il vizio e ha provato ad accomodarsi ancora al banchetto. L’allestimento dello spazio espositivo è stato possibile grazie all’associazione Amici del Museo dell’Arte Orafa che ha messo a disposizione gli attrezzi, i macchinari e gli oggetti che ha sapientemente raccolto e conservato nel corso degli anni. Il Mod è un tassello in più, è stato il parere unanime, di progetto che aspira a far diventare Valenza Città Creativa Unesco.
m.c.






