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Krumiri Rut

Con Bonelli

Quando Mauro ci ha proposto una presentazione dal titolo Krumiri Rut abbiamo pensato: beh i krumiri li conosciamo, Ruth è una figura biblica lo mettiamo in calendario a marzo, magari attorno alla festa della Donna”. Elio Carmi, vicepresidente della Comunità Ebraica di Casale Monferrato scherza un po' con Mauro Bonelli e gli altri ospiti di questo appuntamento di domenica 17 marzo alla Comunità monferrina. In realtà “Krumiri Rut” è la traduzione in dialetto piemontese di Krumiri rotti ovvero la poesia che dà il titolo a una ampia raccolta di versi di Bonelli, in parte in dialetto e in parte in italiano. Una raccolta profondamente introspettiva, con cui l'autore scava nel profondo dei suoi sentimenti: l'amore per la compagna, l'affetto verso gli amici e i figli, il dolore dei lutti e persino la considerazione di se stesso, tanto da definirsi, appunto, un krumiro rotto, non proprio riuscito bene, ma comunque buono. Ma, a prescindere dall'argomento l'incontro è diventato presto uno spunto per riflettere sulla funzione della poesia contemporanea grazie anche all'intervento di Franca Ameli studiosa e appassionata di lettere e filologia.

 

Ruth non c'entra, tuttavia è giusto che il professor Bonelli sia in vicolo Salomone Olper, sia per il suo impegno nei confronti della cultura ebraica, sia perchè i krumiri sembrano imparentati con alcuni dolcetti tipici della cucina giudaico - piemontese che si consumano per pesach e che, come i krumiri, non contengono lievito. Se poi aggiungiamo che in yiddish storto si dice proprio krum...

 

Sia come sia, quando Lodovico Bordignon (Faber Teatro) comincia a declamare: preciso con un filo di ironica retorica e soprattutto sempre allegro, ci si accorge presto che le poesie di Mauro sono scritte secondo le forme tradizionali della poesia italiana: sonetti, ballate, madrigali e tante citazioni da Dante, Cavalcanti, Leopardi. Franca Ameli spiega “Vengono in mente le considerazioni di Montale nel discorso del Nobel sull'utilità della poesia a sulla necessità di avvicinarsi alla cultura di massa” Ma Bonelli ha giò dimostrato che la poesia può conciliare linguaggio aulico con contenuti quotidiani e naturalmente avere anche una funzione civile visto che i suoi poemi “Alla mia bambina davanti alla Sala della Shoà dell'imperial War Museum” e “Le virtù” hanno già coinvolto centinaia di persone.

 

Qui il registro spesso è un altro. Non mancano i momenti di commozione, ma anche di puro divertimento, specie nelle poesie dedicate alle scampagnate ciclistiche con gli amici e poi c'è segnaliamo una perla di “amore di nonno”, dal titolo “Banzai Juna Chan”, in dialetto piemontese. E' dedicata alla nipotina Juna, mezza monferrina, mezza giapponese e cittadina britannica, ma che si comporta appunto come tutti i bambini del mondo anche se forse con un pizzico di derminazione nipponica in più.

 

La prossima settimana, domenica 24 marzo  alle 16,30 gli appuntamenti culturali in vicolo Salomone Olper vedono la presentazione di una video intervista realizzata dai ragazzi del liceo Balbo a Giorgio Ottolenghi, Presidente e memoria storica della Comunità. 

Alberto Angelino