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Ci salveremo, di Ferruccio De Bortoli
Presentazione alla Filarmonica
È stato presentato nel tardo pomeriggio di martedì nel salone d’onore dell’Accademia Filarmonica “Ci salveremo. Appunti per una riscossa civica” (Garzanti 2019), il nuovo libro di Ferruccio De Bortoli presentato dalla presidente Serena Monina che ha ringraziato l’autore tornato a Casale dopo la presentazione di “Poteri forti (o quasi).
In dialogo con Alfonso Dell'Erario il giornalista milanese per molti anni direttore del “Corriere della Sera” e de “Il Sole 24 ORE”, dal 2015 presidente dell'Associazione Vidas di Milano, ha affrontato i temi di attualità a partire dalla ragione del libro che nel titolo “Ci salveremo”, frase pronunciata da Aldo Moro nella Costituente che lascia spazio alla speranza di un’Italia in attesa di una riscossa.
“Sentivo il bisogno di raccontare qualcosa di buono e non la patologia del sistema, di mettere in luce la parte di bene e le virtù che distinguono il nostro paese, ricco di volontariato”.
Del resto De Bortoli dal 2015 è presidente dell'Associazione Vidas di Milano, un’associazione laica che difende il diritto del malato e o offre assistenza socio-sanitaria ai malati con gravi patologie. Ma l’Italia ha tanti difetti, la mancanza di una immigrazione ordinata, il record dell’evasione fiscale, il rischio di una nuova crisi finanziaria, il grave impoverimento decennale paragonabile a quello di una guerra mondiale, la disuguaglianza sociale, la crisi demografica e la perdita di tanti cervelli in fuga all’estero. “La colpa ricade sulla nostra generazione - ha aggiunto De Bortoli - che ha consumato il presente e mangiato il futuro ai giovani. I nostri nonni e genitori non ci hanno tanti debiti. Negli ultimi 14 anni sono stati pagati oltre 1000 miliardi di euro in interessi passivi (e paghiamo di meno perché siamo nell’euro), denaro sottratto agli investimenti, alla scuola e alla sanità”. Tra gli altri temi discussi la perdita della memoria familiare e collettiva...
Dionigi Roggero
ARTICOLO COMPLETO SUL NUMERO IN EDICOLA VENERDI' (f. Luigi Angelino, il saluto di Serena Monina)






