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L'“Inferno” a Mombello

“Inferno”, una nuova chiava di lettura dantesca, è stata la proposta dell’ultimo Caffè Letterario svoltosi a Mombello domenica scorsa per iniziativa della Cantinetta Resort.

L’appuntamento ha ospitato la presentazione libraria edita da Etica del torinese Christian Grasso, con letture a cura della dicitrice Annita Dellavalle, per una visione gnostica della Divina Commedia. Lo gnosticismo, movimento filosofico, religioso ed esoterico sviluppatosi in epoca ellenistica greco-romana con diffusione tra il II e IV secolo d.C., si basa sulla conoscenza oltre il sapere classico, per il raggiungimento della salvezza. Secondo la visione gnostica, illustrata dall’autore del libro Grasso, istruttore e missionario per la divulgazione della Gnosis del Venerato Maestro Samael Aun Weor, presso il movimento gnostico di Torino, il sommo poeta fu lui stesso uno gnostico e, forse, un templare, incaricato a riportare all’ordine la chiesa che stava degenerando sotto la politica di Papa Bonifacio VIII. “Il carattere gnostico di Dante templare” secondo gli studi di Grosso, “si può conoscere solo dalla sua più grande opera letteraria qual è la Divina Commedia”. Dante, sempre secondo gli studi di Grasso, sarebbe stato mandato come ambasciatore e restauratore gnostico dei fondamenti cristiani della Chiesa per recuperarne i principi e valori oltre che la credibilità verso l’impero. E’ noto che Dante concepì l'opera come una missione morale che trasmettesse valori, quali l'ordine, la giustizia, la pace, la libertà, la razionalità e la dignità morale. Si tratta di un sistema di valori contrapposto alle logiche di molti poteri politici e religiosi nonché alla logica del profitto della borghesia mercantile. Il poema dantesco contiene inoltre l'analisi di problemi eterni per l'uomo quali il Bene e il Male, la vita e la morte e la vita ultraterrena. Ma nella visione gnostica ci sarebbe molto di più già a partire dal I Canto della cantica dell’Inferno che recita: “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura chè la diritta via era smarrita” . “In questa prima terzina” ha detto Grasso, “si individua un passaggio iniziatico a cui Dante viene sottoposto per iniziare il suo percorso verso la salvezza”. Un’ora e trenta per illustrare a passaggi sommari la visione gnostica della Divina Commedia che, tuttavia e malgrado la critica, ne resta una visione “legittima” secondo la formazione gnostica. Tra gli interventi del pubblico sono emerse perplessità sull’attribuzione di gnostico a Dante, ricordandone invece quella più nota di Giacomo Leopardi (vedasi pubblicazioni su Leopardi eretico e gnostico). Ad intervallare la relazione, sono state proposte le letture dei Canti I, V, XII e XVI a cura della docente di letteratura e filosofia Annita Dellavalle, con breve spiegazione delle terzine scelte. Prossimo appuntamento sabato 22 settembre alle ore 21 con un pomeriggio dedicato al pittore e scrittore principale esponente della corrente artistica e pittura metafisica Giorgio De Chirico

Chiara Cane