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Viaggi d'autore
Alla chiesa parrocchiale di Cantavenna (San Carpoforo) e alla cappella di S. Luigi
Questo l'inizio e la fine del prossimo Viaggio d'autore (in cartaceo venerdì)
La chiesa parrocchiale di Cantavenna, frazione di Gabiano, è l’unica della diocesi monferrina dedicata a S. Carpoforo, martirizzato a Como all’inizio del IV secolo con altri compagni di fede durante la persecuzione di Diocleziano. Il santo, che la chiesa festeggia il 7 di agosto, è uno dei sei soldati romani sfuggiti alla decimazione della Legione Tebea. Era venerato dai monaci dell’abbazia di Lucedio, da cui dipendeva un’antica chiesetta sorta sulla sommità della collina, sull’area oggi occupata, come vedremo dalla piccola chiesa di San Luigi Gonzaga.
La chiesa attuale venne edificata su progetto dell’ing. Eugenio Ara, originario di Vercelli....
...Le cappelle laterali sono dedicate alla Madonna del Rosario, con un tabernacolo dorato e i tondi dei Misteri, e a Cristo Re. Una lapide è dedicata a don Carlo Ravetti, cameriere segreto di papa Leone XIII e arciprete per 43 anni nel paese natio, che «vi profuse largamente / i suoi beni d’intelligenza di cuore e di fortuna / legò in vita l’erezione della chiesa parrocchiale». Un’altra epigrafe ricorda che «sotto la guida amorevole e zelante» dell’arciprete don Ernesto Torra la chiesa fu decorata nel 1908, in occasione del 50° di consacrazione. L’intervento di abbellimento venne eseguito dai fratelli Ronsetti di Torino. Nel 1991 fu restaurata la chiesa e decorata la facciata da Renzo Monateri, originario di Crescentino, ha fatto un buon lavoro, i colori si mantengono freschissimi; ricorda il tutto una lapide discreta: «Questa chiesa fu restaurata nel 1991 con il concorso di tutta la popolazione essendo arciprete don Giuseppe Rambaldi, a maggior gloria di Dio».
Ci accompagna nella visita don Davide Mossone parroco di Cantavenna dal 28 giugno 2020, e, bisogna aggiungere, parroco di Moncestino, Villamiroglio e Vallegioliti (il tutto con l’instancabile collaborazione di mamma Maria Ongaro). Ha per noi una chicca rispetto al nostro ultimo sopralluogo: breve salita sulla destra della parrocchiale contornata da alberi e ringhiere lignee, si arriva allo spiazzo retrostante San Carpoforo, ripulito e attrezzato con sedie e tavoli (lo stanno godendo due ciclisti), si ammira un panorama invidiabile sul Po, la collina di Camino (con il convento di Rocca delle Donne) e la pianura semi allagata dalle risaie.
Poco più avanti ecco San Luigi, chiesa-cappella, risale al al 1725, è tornato a nuova vita (ed è officiato) dopo che era stato usato come sede di ripetitori televisivi. All’interno, un’aula rettangolare con volte a vela, la pala all’altare raffigura una Madonna con Bambino, angeli e Santi (a destra San Carpoforo), è molto ridipinta, ma i gigli sulla base lasciano pensare alla firma di Orsola Caccia. Ai lati due iscrizioni, ne citiamo una non datata: «In uno dei più gravi momenti della vita nazionale la popolazione di Cantavenna auspice la scuola parrocchiale d’agricoltura ha restitutore al culto questa cappella per invocare da Dio con l’intercessione di San Luigi la difesa del paese dagli orrori della guerra, il ritorno alle loro famiglie dei combattenti», segue l’elenco dei contributori ai restauratori.
Lasciamo questo piccolo Paradiso con uno scambio di doni: per don Davide il librone sui 150 del Monferrato per noi una rara bottiglia di Barbera vinificata dal “Bric Valenz”, dove il parroco coltiva due filari con lo stesso amore con cui mantiene le ’sue’ chiese (e non abbiamo ancora parlato di Santa Liberata…)..
Luigi Angelino-Dionigi Roggero
FOTO. Cantavenna, ci apre don Mossone.
In preparazione: Morano Po e Cerrina.
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