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Zhuoya Wang, domenica a Vignale

Monferrato Classic Festival alle 17,30

 

E’ ancora una giovanissima ricca di talento la prossima interprete del Monferrato Classic Festival in programma a Vignale Monferrato domenica 20 alle ore 17,30 presso la Chiesa della Beata Vergine Addolorata (o del Convento).

Al pianoforte c’è Zhuoya Wang, classe 2013, ma impegnata alla tastiera da quanto aveva 5 anni e con ottimi risultati, prima al Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto, e poi in diverse masterclass di perfezionamento pianistico con Giampaolo Nuti, Marian Mika, Vincenzo Balzani e Natalia Trull. Zhuoya, inoltre, ha già un palmares di tutto rispetto ai concorsi pianistici a cui partecipato, mentre in ambito internazionale ha suonato con l’orchestra da camera “Solistes de Neuchâtel” diretta dal M° Sergey Ostrovsky, vincendo il Secondo Premio al prestigioso concorso internazionale “Genève Musicale” di Ginevra. Nel 2024 ha vinto il Primo Premio al “Young Virtuosi Competition” di Zagabria. È stata, inoltre, tra i vincitori dell’edizione 2020 del Festival della Mazovia in Polonia. Nel 2022 ha debuttato da solista con l’orchestra “Concentus Musicus Patavinus” suonando presso la Sala dei Giganti di Palazzo Liviano a Padova, l’Auditorium “F. De Andrè” di Marcon e l’Auditorium Comunale di Casale sul Sile. Nel 2024 ha suonato il concerto K 242 di W.A. Mozart per tre pianoforti e orchestra con la FVG Orchestra diretta dal M° Paolo Paroni. A partire dal 2023 è stata protagonista di un recital solistico nella rassegna concertistica “I concerti del Tempietto” a Roma, del “Monferrato Classic Festival” a Casale Monferrato e dei “Concerti del lunedì” promossi dall’associazione culturale Stima a Malcesine.

Il programma che porta domenica a Vignale è un interessante viaggio in due secoli di composizioni. Interessante l’accostamento tra Preludio d fuga BWV 866 in Si bemolle Maggiore di J.S. Bach e l’analogo Op. 87, in Re Maggiore di Shostacovich. Segue la Fantasia Op. 28 di Mendelssohn e un piccolo brano tutto da ascoltare per la sua estrema cantabilità: lo Scherzo Op. 14 n. 2 di Clara Wieck, moglie di Schumann (che per inciso era come pianista riconosciuta migliore del marito) e poi ancora di una sonata della piena maturità beethoveniana: l’op. 31 n. 3, il titolo “La caccia” non è di Beethoven, ma ispirato a diversi elementi folkloristici. Infine, il Bolero op. 19 di Chopin.

L’ingresso è libero (a.a.)