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Sinagoga: duo Novus Modus Vetus

Per la Giornata della Musica, domenica 20 giugno - Domenica 27 Omar Ronda

Ritornare a suonare è un po’ come ritornare a vivere e anche la Comunità Ebraica ha voluto festeggiare la Giornata della Musica, domenica 20 giugno, riprendendo a tenere concerti nella propria Sinagoga. E’ quello che si spera essere il prodromo di una stagione musicale che si è interrotta per la pandemia dopo una decina di anni di concerti sotto la guida del direttore artistico Giulio Castagnoli.

Senza contare la presenza costante della musica in vicolo Salomone Olper in tutta la sua storia. Per Elio Carmi introdurre il concerto è stata anche l’occasione per ricordare Rav Elia Richetti, esperto di melodie ebraiche (Nigum), in particolare proprio quella barocca, recentemente scomparso

“Questo concerto riprende l’ultimo che abbiamo fatto due anni fa”, fa notare Giulio Castagnoli presentando il programma che vede una selezione proprio di autori barocchi, a cominciare da quel Salomone Rossi ‘ebreo mantovano’, tanto caro alla Comunità di Casale, sia all’epoca dei Gonzaga che oggi. E in effetti con il duo Novus Modus Vetus stiamo per immergerci in un periodo peculiare della storia della musica, tra il ‘600 e la prima metà del ‘700. Pensiamo al barocco immaginando clavicembali per signori imparruccati ed invece è un’epoca di straordinarie sperimentazioni armoniche e tecniche. Tra queste c’è sicuramente l’invenzione del violoncello che comincerà a contendere il virtuosismo proprio alla viola da gamba, finendo per soppiantarla. E’ quindi interessante vedere suonare insieme i due strumenti, uno ancora seicentesco con le sue sette corde, l’altro proiettato verso la contemporaneità. Ed è questa la maggior bellezza dell’ensemble che vede interpreti Iris Faceto alla viola da Gamba e Dario Destefano al violoncello. Castagnoli quando dice che riprendono il filo interrotto 2 anni fa non fa una metafora: il duo si esibì infatti sotto gli stucchi della sinagoga il 23 giugno del 2019. Come oggi fu un momento magico dovuto a tanti fattori, tra cui il suono estremamente cantabile che il duo riesce a trarre dai propri strumenti. Ci sono momenti emotivamente coinvolgenti nel programma che vede, oltre a Salomone Rossi, anche Jean Baptiste Berrière, Vivaldi, Marin Marais, ma come nel 2019 c’è anche una sorpresa, realizzata appositamente da Giulio Castagnoli per questa sala da concerto e per questa formazione. Una composizione venuta alla luce proprio durante il lockdown ed esibita qui in “prima assoluta”. È il “Passaggio per violoncello e viola da gamba” che è sì un pezzo di musica contemporanea, ma anche una partitura perfettamente coerente con le atmosfere del resto del programma. Capace di esprimere la stessa capacità di intersezione sonora tra i due strumenti ed avere gli echi della stessa struttura a “suite” barocca. Tutto ciò attraverso temi che (cifra stilistica di Castagnoli) riprendono moltissimo dalla liturgia ebraica, o si addentrano nella musica sefardita.

Sentire una viola da gamba chiamata ad effetti percussivi o a lunghi pedali ai confini dell’armonia, mentre il violoncello ricama in falsetto, fa pensare a quanti cugini hanno avuto in giro per il Mediterraneo questi due strumenti e forse è un po’ come se gli restituissimo alla loro famiglia e ai loro colori che, certo, dovevano aver ispirato anche Salomone Rossi e i musicisti della sua epoca.

Nuova mostra

Musica a parte la cultura non si ferma alla Comunità Ebraica di Casale, domenica 27 giugno una nuova mostra sarà inaugurata in sala Carmi, con un soggetto davvero particolare: Omar Ronda, artista ben conosciuto in vicolo Salomone Olper (sua è una spettacolare lampada nel museo dei lumi), presenta “Nobel Prize Frozen”, una serie di opere dedicate ai tantissimi premi Nobel di famiglia ebrea. Una specie di anomalia statistica se si pensa che il 20% di coloro che hanno ricevuto il riconoscimento sono di origine ebraica, ma lo è solo il 2x 1000 della popolazione mondiale. Niente di strano però se si pensa quanto sia centrale l’istruzione nella tradizione ebraica. Per parlarne subito dopo l’inaugurazione alle16.30 sarà alla Comunità Ebraica Vittoria Cohen, curatrice della mostra.

L’esposizione sarà aperta fino al 25 luglio.

Alberto Angelino

FOTO. In finale i Krumiri kasher (f. ellea)