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Disegnare l’interno e l’esterno
Inaugurazione sabato di un n progetto – residenza iniziato mercoledì
E' stata inaugurata sabato al castello di Casale nella sala della ex Cappella la mostra-progetto dal titolo “Disegnare l’interno e l’esterno”, un progetto – residenza iniziato mercoledì dove sono coinvolti artisti del territorio ma anche austriaci sul tema del disegno contemporaneo.
L’evento è stato presentato dall’assessore alla cultura Gigliola Fracchia, ffiancato dall’assessore alle pari opportunità Daniela Sapio, e dal curatore del progetto Peter Assmann artista e storico dell’arte ex direttore del complesso museale del Palazzo Ducale di Mantova (città legata storicamente a Casale, ndr)e curatore anche di un precedente progetto con la città di Casale M. intitolato “Ex voto”.
Assmann ha sottolineato bene l’importanza del disegno anche come unione universale di bellezza fra i popoli e di assoluta verità, ringraziando la città di Casale e gli artisti per la bellissima esperienza.
Sin dal primo giorno di mercoledì la sala del Castello è diventata uno scenario meraviglioso di creatività entrando si potevano ammirare al lavoro i vari artisti che in serenità intervenivano con il proprio segni grafico sui propri supporti contestualizzati nelle scrivanie o tavoli nel silenzio del proprio segno creativo.
Veramente affascinante assistere alla nascita dei primi movimenti della matita o della china o biro,ognuno concentrato sul proprio inconscio nell’attesa del dialogo creativo con il foglio. Troviamo il sapiente segno di Peter Assmann dalla forza espressionista, Eno Emanuela Serafino raffinata onirica del suo inconscio , il segno senza tempo di una elegante realtà quella di Giovanni Bonardi, Il mistico e surreale intreccio segnico di Paolo Novelli
Poi ecco la concettualità oggettiva del segno cancellato o annullato di Max della Mora, il realismo onirico-simbolico e la maestria tecnica di Elena Caterina Doria.
Quindi l'imprevedibile ancestralità viscerale della brava Flavia Nasrin Testa, la gestualità espressiva del Caino, nel dipinto di Alberto Raiteri, la metafora della memoria nel segno poetico di Max Ramezzana, inoltre sono state esposte delle opere a china degli austriaci Maurizio Bonato, Andrea Egger, Markus Worgotter dalla grande qualità ed intensita espressiva.
Una mostra unica per ammirare ogni inizio di un opera, il disegno -segno sia in pittura che in scultura è sempre la prima traduzione del sogno creativo del genio artistico, la prima proiezione dell’anima sulla quale poi nascerà qualcosa di straordinario oppure rimarrà pura e fedele come il ricordo del primo incontro tra l’opera e l’artista. La mostra proseguirà sino al 1 Aprile negli orari dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.
Piergiorgio Panelli
FOTO. Inaugurazione sabato pomeriggio (foto Luigi Angelino)






