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A Crea, chiesa abbaziale

La visita guidata di sabato - La restauratrice

Buona partecipazione sabato a  Crea al primo incontro di approfondimenti p nell’ambito del progetto integrato MAB volto alla visita e alla conoscenza di cinque chiese anticamente sede di collegio canonicale. Sono promossi dall’Ufficio per i Beni Culturali diocesani (era presente Raffaella Rolfo che ne è direttore)

Nella lunga e travagliata storia del santuario vi furono due differenti collegiate che si presero particolare cura di questo importante luogo di devozione: i canonici regolari di Sant’Agostino di Vezzolano (tra il 1152 e il 1478) e i canonici regolari lateranensi (tra il 1483 e il 1798). Questi ultimi rappresentavano il ramo riformato dei canonici vezzolanensi e furono chiamati da Guglielmo VIII Paleologo che ebbe sempre molto a cuore il Santuario come testimoniato dalla presenza di due suoi ritratti all’interno della chiesa (sulla grande tela dell’Assunzione nel presbiterio e nella cappella di Santa Margherita).

L’introduzione storica e la successiva visita hanno tenuto conto delle più recenti ricerche condotte da Manuela Meni e Chiara Mainini, collaboratrici diocesane, che hanno permesso di ricomporre un primo scenario legato alle soppressioni avvenute tra il 1798 e il 1802 ad opera del governo sabaudo prima e di quello napoleonico.

A questo momento sarebbe da ricondurre una significativa diaspora delle opere d’arte, delle suppellettili e dei ricchi paramenti dei quali era dotato il santuario e che furono destinati ad alcune chiese del circondario, alla cattedrale di Torino e a quella di Casale.

L’entità della dispersione e la consistenza del ricco patrimonio antico sono ancora in fase di studio, ma i partecipanti hanno potuto comunque apprezzare la raffinata ricercatezza di alcune opere superstiti come la tavola di Macrino d’Alba in navata destra, la cappella di Santa Margherita (di Francesco Spanzotti, fratello del più celebre Martino) e quella della venerata Madonna (una volta bruna...).

All'ingresso da ammirare su una colonna un piccolo affresco quattriocento raffigurante la Madonna collocato durante i restauri francesani del 1941 e, chicca da studiare, un dipinto  appena restaurato raffigurante una Deposizione tra i Santi, era stato recuperato arrotolato nella galleria dell'organo dove si trovano altri dipinti e una cornice antica che probabilmente era quella del Macrino.

Da aggiungere un accenno al grande affresco quattrocentesco collocato sopra l'altar maggiore e, per ora, appunto ricoperto dall'Assunzione del Settecento.

Poi ammirando al volo un Vermiglio in sacrestia tutti  al refettorio del ex convento c'è stato un momento dedicato alla formazione dei volontari parrocchiali a cura della restauratrice Maria Grazia Ferrari e della stessa Rolfo che hanno presentato le migliori pratiche di manutenzione delle opere e degli arredi ecclesiastici fornendo pratici ed utili consigli per poter condurre in modo sicuro le ordinarie operazioni di pulizia. All’incontro ha preso parte anche mons. Francesco Mancinelli, rettore del Santuario, che, dopo aver portato i suoi saluti ha illustrato ai presenti le accortezze necessarie per una corretta conservazione dei paramenti liturgici.

Il secondo appuntamento per il ciclo di visite alle collegiate si terrà sabato 16 ottobre alle ore 10.00 presso la chiesa parrocchiale dell’Assunzione di Maria Vergine di Fubine che fu sede di collegio canonicale tra il 1621 e il 1855, mentre il prossimo incontro pratico con la restauratrice avrà luogo martedì 19 ottobre alle ore 18.00 presso la Sala Cavalla (primo piano dell’ex Seminario Vescovile, piazza Luigi Nazari di Calabiana 1, Casale M.to).

Ch. M. - L.A.

Info: 392.9388505, antipodescasale@gmail.com.

Foto scattata nella cappella di Santa Margherita (f. L. Angelino)