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VIgnale Monferrato Festival e danza a Moncalvo

Nel “Paese della danza”, questo fine settimana, il «Vignale Monferrato Festival» punterà sul coinvolgimento delle persone. Sabato 14 luglio, alle 21,30 in piazza del Popolo a Vignale Monferrato, va in scena “#oggièilmiogiorno” (ph Matteo Maffesanti), progetto di Silvia Gribaudi, con Matteo Maffesanti, che quest’anno riceve il testimone del progetto partecipativo del Festival, a cura di Mara Loro, «Il Paese della danza». Sul palcoscenico ci saranno i danzatori Silvia Gribaudi, Siro Guglielmi e Martine Bucci, gli abitanti del Monferrato e i video di Matteo Maffesanti.

Dopo un lungo periodo di lavoro che ha previsto laboratori e interviste video con le donne del paese, bambini, ballerini di liscio, allievi delle scuole di danza moderna, molti fra coloro che vivono e lavorano a Vignale Monferrato e con un gruppo di donne straniere richiedenti asilo, titolari di protezione umanitaria o internazionale va in scena il risultato di un progetto che mira a riflettere su nuovi possibili significati della danza contemporanea attraverso la rivisitazione della tradizione territoriale del Ballo al palchetto.  Per la sua realizzazione gli abitanti hanno riallestito un palco circolare in legno del 1800 un tempo utilizzato per le feste del paese.

Duo Goldberg a Orsolina 28

Domenica 15 luglio, alle ore 21,30, negli spazi di Orsolina28, a Moncalvo va in scena “Duo Goldberg”, in un allestimento in forma di concerto. Lo spettacolo è di Adriana Borriello, in scena con Gilda Buttà, al pianoforte. Sul palcoscenico due “strumenti”: un pianoforte e un corpo. Un’interpretazione a due delle “Variazioni Goldberg” di Bach: perfetta architettura, manifestazione della semplicità e complessità dell’esistenza, disvelamento di connessioni “invisibili” tra tutte le cose, la molteplicità e l’unità. Agli spettatori la possibilità di lasciarsi “toccare” dai due corpi in scena - quello della pianista nell’atto di suonare e quello della danzatrice nell’atto di danzare - una possibilità di aderire empaticamente al dialogo tra questi due diversi modi di “incarnare” la musica.

Un lavoro che nasce dall’incontro casuale tra Adriana Borriello, danzatrice, pedagoga e coreografa avellinese, tra le fondatrici del gruppo belga Rosas di Anne Teresa de Keersmaeker, e Gilda Buttà, affermata pianista e docente, collaboratrice “dal vivo” di Bacalov, Piovani e molti altri.