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“Cercando la Luce”
Trekking tour tra arte e Fede a Mombello
Buona la prima. E’ piaciuta l’iniziativa “Cercando la Luce”, il trekking tour tra arte e Fede proposto dall’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Casale in collaborazione con Città e Cattedrali, svoltosi domenica a Mombello.Sono stati una cinquantina i partecipanti la camminata culturale alla riscoperta delle bellezze architettoniche e paesaggistiche del territorio, arricchite dalle installazioni artistiche di pittori e scultori contemporanei, tutte legate dal filo conduttore della luce. “Il Monferrato casalese è ricco pregevoli edifici di culto, non sempre visitabili e, spesso, conosciuti solamente dalle piccole comunità che vi appartengono” ha spiegato Raffaella Rolfo direttore dell’Ufficio per i Beni Culturali ed Ecclesiastici e l’Edilizia di Culto della Diocesi di Casale, “per questo abbiamo ideato questo percorso per consentirne una fruizione più allargata, grazie alla collaborazione dell’architetto Rosa Maria Cappa, per un breve excursus storico-architettonico di ogni edificio”. “Cercando la luce” dunque, un titolo metaforico bivalente che ha giocato sia sulla luce in senso spirituale custodita nelle dimore della Fede quali sono le chiese, ma anche la luce fil rouge delle installazioni create dalla rete di artisti coinvolti nel progetto. Il percorso, parttito dal centro del paese, ha visto come prima tappa la chiesa di San Sebastiano, che sorge su un sacello con impianto romanico del XIII secolo dove, al suo interno, l’inglese Anne Conway ha posizionato quattro pannelli di forex riproducenti la luce riflessa e catturata nei dettagli della natura, fatta di fiori, piante e prati colorati, immagini riprodotte su un telo mosso dall’aria come il vento nei prati. Seconda tappa è stata la chiesa di Sant’Anna ad Ilengo (XVI sec.) dove, Giovanni Bonardi ha presentato Uriel, la luce del Figlio di Dio rappresentato in terracotta. Proseguendo il cammino, la terza tappa è stata presso la chiesa di San Michele a Morsingo, dove Michelle Hold, ispirata dal Crocefisso, ne ha riprodotta una visione orizzontale, data dal senso terreno e, verticale, ad indicare la spiritualità e il Divino. A Zenevreto invece, all’interno della San Grato, è stata la volta di Cate Maggia la quale ha giocato sulla suggestione dei veli, tra luci e movimento, rievocando l’immagine delle donne che andavano alla messa con il capo di candido coperto.All’interno della chiesa di Sant’Anna ad Ilengo (XVIII sec.) Piergiorgio Panelli ha presentato una grande tela dal titolo “Lentamente luce”, con una lettura del testo di Elisabetta Raviola sul tema della luce stessa. Infine, all’interno della San Martino, (XVI sec.) Daniela Vignati e Bona Tolotti, nei cromatismi del verde, hanno interpretato la spiritualità e la sua luce. Un fuori programma molto apprezzato è stata in fine la ghiacciaia ricavata nei sotterranei di casa Imarisio nel concentrico del paese dove, al suo interno, sono esposti attrezzi dell’antica civiltà contadina.Visto l’entusiasmo di questa prima esperienza, l’organizzazione si sta muovendo per pianificare un calendario e fare, di “Cercando la luce”, un evento itinerante nel Monferrato casalese. Info: beniculturali@diocesicasale.itChiara Cane
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