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Reconnect to Nature

Al Castello collettiva di ArtMoleto

E' stata inaugurata sabato nella manica lunga del Castello di Casale Monferrato la mostra dal titolo “Reconnect to Nature” del gruppo Art Moleto, mostra già presentata ad aprile nel prestigioso spazio del Broletto di Novara.

La mostra è stata presentata dall’assessore alla cultura Gigliola Fracchia, dal curatore del progetto Michelle Hold e dal prof. Ilenio Celoria che ha tracciato un filo teorico etico fra gli artisti esposti.

Da sempre il gruppo Art Moleto un gruppo veramente Internazionale che è nato nel cuore del Monferrato grazie al pensiero di Michelle Hold, artista austriaca ma che vive a Moleto di Ottiglio da molti decenni.

Sin dalle prime mostre del 2009 la natura e la ricerca etica ed estetica fu l’unico e vero filo conduttore nelle ricerche visive di un gruppo composto da personalità internazionali ma anche da artisti del territorio che si sono avvicendati alcuni ed altri ne fanno parte coerentemente negli anni.

Proprio il riconnettersi con un pensiero naturalistico è il tema anche di questa mostra che con importante armonia palesa l’esigenza di riprendere un dialogo aperto e vero con la natura , una natura che crea una rete infinita e comunicativa ben prima di quella tecnologica dell’uomo, una natura che riesce a trovare sempre l’armonia, gli spazi ed i tempi attraverso una atavica etica di equilibri che purtroppo l’uomo in certi casi ha interrotto.

Troviamo in un coinvolgente allestimento le opere dello scultore villanovese Gio Bonardi che riporta lo sguardo di “Demetra” dentro il profumo di una metamorfosi didattica della natura.

Le immagini oniriche delle fotografie di Ilenio Celoria dove la forma naturalistica si proietta in dimensioni antiche della memoria. Il Torinese Piero Ferroglia racconta il privilegio dell’attenzione al particolare in una pittura ai confini della figurazione ma nel cuore degli elementi della vita. Michelle Hold nelle sue grandi tele il respiro di una natura interrotto più volte da un uomo incapace di ascoltare il grido disperato della sua sofferenza.

Le visioni paesaggistiche del langarolo Teresio Polastro propongono una plasticità intensa ed improbabile alle sue alte colline sofferenti sino alla cancellazione.

Nel lavoro fotografico di Petra Probst l’artista con grande sensibilità ci racconta il dramma esistenziale attraverso piante di ulivi malate che drammaticamente stanno per lasciare il tempo reale per connettersi con una dimensione poetica del ricordo.

Nei cromatismi accesi di Giovanni Tamburelli la consapevolezza e l’ironia , dove creature fantastiche ridicola rizzano il loro dramma di essere animale in un mondo contemporaneo creato quasi esclusivamente per l’essere umano.

Bona Tolotti che con una sensibilità importante riesce a dialogare con vibrazioni equlibrate dentro l’anima ancestrale della vita quasi a cercare l’inizio, dove natura e vita umana erano in perfetto dialogo.

Alexandra Winterberg una delle componenti storiche del gruppo Tedesca ma che lavora in Svizzera e cerca nell’universo etico ed estetico importanti relazioni come tra materia e segno sino a cercare nei frammenti lacerati dell’esistenza una chiave di lettura regalando al suo pensiero assemblativo una forza di luce .

Prezioso il catalogo con ottime immagini e efficaci interventi di Federica Mingozzi e Paola Casulli.

Sino al 30 luglio.

Piergiorgio Panelli

 

FOTO. All'inaugurazione (f. Angelino)